• sabato 19 agosto 2017
Formazione
  • Come si diventa volontari;
  • L’etica del Volontario;
  • Formazione permanente;
  • Collaborazioni strutturate

 

COME SI DIVENTA VOLONTARI

Il Volontario che si pone accanto a chi soffre di cancro non può non assumere preventivamente le necessarie informazioni, codificate ormai dall’esperienza, per operare correttamente nei confronti dell’ammalato. E’ una necessità etica e operativa che garantisce entrambi, ammalato e Volontario, da situazioni di criticità.

CORSO BASE
Il Corso di Formazione per nuovi Volontari è gratuito ed è strutturato in sette lezioni, ciascuna di due ore circa, con cadenza settimanale. Il corso si tiene una volta all’anno, in autunno, nell’Aula Magna di un Ospedale cittadino dalle 20,30 alle 22,30. Le persone interessate possono comunicare, nel corso dell’anno e senza impegno, i loro dati alla Segreteria, che avrà cura di avvisarle in prossimità dell’inizio del corso. Sono ammessi come “uditori” anche i famigliari che devono prendersi cura degli ammalati o quelle persone interessate alle problematiche legate alla malattia Il percorso di formazione prevede, per ogni lezione, lo sviluppo di temi specifici: • La presentazione dell’Associazione e delle varie tipologie di assistenza: day hospital, reparto oncologico, Prevenzione Serena, domiciliarità, RSA (Redienza Sanitaria Assistenziale) e Hospice • Una sintesi della storia di questa malattia, dagli inizi ad oggi, per capire come si è modificata nel tempo la terapia oncologica; • Una sintesi delle forme oncologiche più diffuse, come si presentano e gli interventi di cura attuati; • Le cure palliative e la terapia antalgica per contenere il dolore dell’ammalato; • La comunicazione non verbale; • La testimonianza dell’esperienza di Volontari operativi nell’assistenza sia in reparto che a domicilio dell’ammalato; • Come rispondere ai bisogni spirituali di chi soffre; • Come affrontare l’accompagnamento finale. Ovviamente, è un corso che non ha la pretesa di essere esaustivo nello svolgimento degli argomenti trattati, ma, questo sì, i docenti sono tutti di chiara fama nella loro specializzazione ed è un sicuro arricchimento per il Volontario.

CRITERI DI ACCETTAZIONE
• Età da 20 a 70 anni;
• Disponibilità di tempo: una volta alla settimana per un minimo di tre ore, con orario da concordarsi in base alle disponibilità del Volontario e alle necessità dell’assistito;
• Non aver subito un lutto recente;
Al termine del corso,  per coloro che intendono  divenire Volontari, presso la sede dell’ANAPACA, si tengono due incontri di gruppo con uno psicologo od uno psichiatra, affinché ciascuno, liberamente, possa esprime le proprie opinioni e possibili dubbi. Successivamente, un colloquio individuale si rende necessario per verificare l’interesse motivazionale e l’idoneità dell’aspirante Volontario a proseguire la formazione con un periodo di tirocinio sul campo.

IL TIROCINIO
E’ un periodo che va normalmente da due a tre mesi, si svolge effettuando il servizio di assistenza nel settore prescelto dal Volontario (day hospital, reparto oncologico, domiciliare, Prevenzione Serena),R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistenziale). Durante questo periodo il tirocinante non è lasciato solo, ma è affiancato da un Volontario “esperto ” per maggiore anzianità di servizio. Il termine del tirocinio è completato da  un nuovo incontro individuale con lo psicologo per stabilire l’idoneità o meno a proseguire in questa missione altamente umanitaria. A questo punto, se tutto è andato bene, il tesserino di riconoscimento di Volontario ANAPACA renderà possibile un percorso di aiuto e di relazione con l’altro in sofferenza.

 

L’ETICA DEL VOLONTARIO

In una società sempre più edonistica, competitiva e conflittuale, una definizione condivisa vede nei Volontari i rappresentanti della società civile che testimoniano con la loro azione generosa la solidarietà di una comunità verso i suoi membri più sfortunati, in condizione di disagio. E’ il così detto”valore aggiunto” costituito da attenzione umana e rapporto personale solidale. Il Volontario, spontaneamente e gratuitamente, mette a disposizione la sua cultura, il suo tempo e la sua amicizia per costruire un rapporto centrato sulla persona. Le attitudini richieste per svolgere con continuità e perseveranza un’azione di volontariato sono: slancio umanitario, equilibrio psicofisico, buona preparazione generale, ottimismo e calore umano. Da evitare assolutamente l’atteggiamento del benefattore. Platone diceva che nel cercare il bene dell’altro troviamo il nostro. Allora, capire e condividere il disagio di chi vive la malattia oncologica significa diventare compagni di viaggio di chi soffre. In una équipe di cure il Volontario è una figura non professionale che si colloca nello spazio della comunicazione e dell’amicizia. Ha una forte motivazione etica e spesso una visione spirituale dell’esistenza. Caratteristiche del Volontario sono: disponibilità, altruismo, gratuità. Il Volontario può costruire la propria missione umanitaria nello spazio integrativo alla funzione del “curare”, tipica dell’Ospedale, che è il “prendersi cura” di chi soffre: significa dare rilievo e attenzione alle emozioni legate al percorso della terapia. Essere Volontari ANAPACA è un compito delicato, è un modo di porsi accanto all’altro che implica forme espressive misurate per la situazione emozionale su cui agisce. Deve saper accogliere le lacrime di chi è scoraggiato, lo sfogo di chi è amareggiato, partecipare al sollievo per eventi positivi e rispettare la riservatezza di chi non vuole confidarsi. Il Volontario agisce sulla qualità delle relazioni affettive, aiuta l’ammalato e la famiglia a conservare un equilibrio psicologico, migliorando l’adattamento all’evolversi della malattia. E’ un “portatore di aiuto” che sa comunicare superando i limiti del linguaggio verbale, dimostrando disponibilità, accoglienza ed affetto. In questo contesto, la necessità della Formazione del Volontario deve essere culturalmente attenta, qualificata e permanente, oltre che costantemente valutata.

FORMAZIONE PERMANENTE

La scelta di fare Volontariato nell’assistenza al malato oncologico è un percorso emotivamente coinvolgente per cui si rendono necessari incontri mensili di gruppo con psicologi per superare le emozioni che possono turbare e affaticare. La necessità poi di mantenere elevato il livello delle proprie prestazioni assistenziali impone una scelta adeguata di strumenti di aggiornamento sulla malattia oncologica.

GRUPPI D’INCONTRO

Nella Sede dell’ANAPACA si tengono incontri mensili dei gruppi di servizio ospedalieri e domiciliari con i referenti e gli psicologi di sostegno. Il Volontario condivide le proprie esperienze di assistenza col gruppo, fa l’analisi dei vissuti e l’elaborazione delle emozioni in modo tale da ridurre la possibilità che lo stress provato durante il servizio possa essere fonte di malessere e disagio. L’ascolto e il confronto con le diverse esperienze dei componenti il gruppo è un’occasione per immergersi in problematiche nuove, crescere in esperienza deduttiva e diventare più consapevoli del proprio operare. Il volontario può inoltre avvalersi, in qualsiasi momento, dello psicologo messo a disposizione dallo staff dell’Anapaca, per un incontro personale quando ne avverta la necessità.

AGGIORNAMENTO PERMANENTE

Periodicamente è organizzata una conferenza, tenuta da un qualificato Docente, per approfondire la conoscenza di un argomento di particolare interesse. Il Docente, terminata l’esposizione, rispondendo alle domande dei Volontari, completa l’informazione e verifica il reale livello di interesse sull’argomento trattato. Questo tipo di aggiornamento, periodico, ma sistematico, è reso necessario dalle dinamiche culturali che attraversano la società (volontà di fine vita, sacralità della vita, accanimento terapeutico, ecc.) e dalle istanze di aggiornamento culturale su argomenti specifici (cure palliative, musico terapia, linguaggio non verbale, ecc.).

CINEFORUM

Sono serate in cui vengono proiettati film che narrano storie di malattia, e come questa modifica le relazioni fra i protagonisti della storia. Il cinema è una forma d’arte fra le più complete dove immagine, suono e testo recitato contribuiscono all’efficacia dell’assunto tematico. In questa prospettiva l’analisi dei contenuti di una storia e del modo come questa è visualizzata può contribuire, come esperienza riflessa, ad acuire la sensibilità del Volontario che attraverso la suggestione dell’immagine vive l’emozione dei protagonisti. Al termine della proiezione i Volontari, coordinati dallo psicologo, analizzano le situazioni di conflitto raccontate, i sentimenti e le emozioni provate soggettivamente, nel tentativo di capire le cause della sofferenza psichica e fisica dei protagonisti della storia.

 

COLLABORAZIONI STRUTTURATE

 

Un’associazione come l’ANAPACA non esaurisce la propria missione con l’organizzare la presenza dei Volontari accanto all’ammalato a casa o in ospedale, ma deve affrontare e risolvere tutti i problemi organizzativi che nascono dall’essere una struttura operativa efficiente. A questo scopo,  i Soci che non se la sentono di vivere l’emozione dello stare accanto alla malattia, ma hanno specifiche capacità professionali possono offrirle nel rendere più efficiente la macchina organizzativa/burocratica. Per assolvere questo compito non sono necessari corsi preparatori o esami di merito, è sufficiente la propria competenza professionale e la costanza nel fornire il sevizio prescelto. Le aree organizzative in cui c’è sempre bisogno di aiuto e di entusiasmo sono:

• Segreteria in tutte le sue espressioni operative: contabilità, contatti telefonici con i Soci, gestione archivio, necessità ripetitive di segreteria ecc.;

• Organizzazione di eventi esterni sul territorio;

• Area informatica;

• Promozione e Comunicazione con i soci e col territorio;

• Capacità inventiva e propositiva nel migliorare la struttura operativa per soddisfare le attese (ludiche e professionali) dei Soci.