• sabato 19 agosto 2017

La sauna, un piacere per la mente e per il cuore

documentazione

sauna  La pratica, conosciuta in Finlandia come la «farmacia dei poveri» riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Gli abitanti del paese scandinavo attribuiscono a lei la propria longevità. Fa bene anche ai diabetici. Nicla Panciera, La Stampa.it

 

 

La sauna finlandese è un tipo di attività non pericolosa, che riduce gli eventi cardiovascolari e ha un effetto protettivo sul rischio cardiaco.  La conferma epidemiologica a quanto i finlandesi vanno ripetendo da tempo sui benefici della sauna viene da uno studio pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine e condotto da un gruppo di ricercatori guidati dal guidati dal cardiologo Jari Laukkanen dell’Università della Finlandia dell’Est a Kuopio.

“Se non è possibile curare una persona ammalata con catrame (antisettico), con lo spirito (alcol) o con la sauna, allora potrà solo morire” recita un proverbio finlandese. Non si pensi alla pratica importata addomesticata nei centri benessere del nostro paese.

La sauna, “farmacia dei poveri”, è una tradizione di migliaia di anni che accompagnava le tappe individuali e sociali della vita dei finlandesi, dalla nascita alla morte e oggi è una prassi più viva che mai, se è vero che su 5 milioni di abitanti, le saune sono circa 3 milioni.

Il più immediato effetto fisiologico dell’esposizione ad alte temperature per un breve periodo di tempo è la risposta vasodilatatoria, con l’aumento del battito e della sudorazione, non causata da attività fisica e che rilassa i muscoli. Gli scienziati stanno verificando la veridicità dei presunti benefici del bagno di calore, al quale il popolo finlandese attribuisce la propria tradizionale forza e longevità.

La ricerca è stata condotta sui dati di 2315 uomini finlandesi adulti (dai 42 ai 60 anni) reclutati a metà degli anni Ottanta nel Finnish Kuopio Ischemic Heart Disease Risk Factor Study, uno studio di coorte sul rischio cardiovascolare, che allora nella popolazione finlandese era alquanto sopra la media europea.

Il follow-up a circa vent’anni dalla prima raccolta dei dati sui soggetti, alcuni dei quali pazienti cardiaci, ha confermato quanto i finlandesi già sospettavano e cioè che la sauna costituisce realmente un fattore di protezione in generale e contro la morte per malattie cardiache.

Il gruppo di ricercatori, tra i quali anche l’italiano Francesco Zaccardi della Scuola di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, si sono concentrati sul rapporto tra l’uso regolare della sauna e il rischio di morte cardiaca improvvisa (SCD), di malattie coronariche e cardiovascolari fatali.

Rispetto al gruppo di controllo costituito da coloro che avevano dichiarato di fare una sauna a settimana, il rischio di morte cardiaca improvvisa si riduce del 22% con 2-3 sedute a settimana e del 63% con 4-7 sedute. Analogamente, il rischio di malattie cardiache si riduce rispettivamente del 27% e del 50% con 2-3 e 4-7 sedute e per le malattie coronariche i dati sono molto simili (con una riduzione del rischio del 23% e del 48% rispettivamente).

«Dell’intero gruppo iniziale, di 2682 uomini della Finlandia Orientale, solo 12 non riportavano l’uso della sauna, dunque abbiamo stabilito il gruppo di controllo in coloro che facevano regolarmente una sauna a settimana» ci spiega il diabetologo Francesco Zaccardi, ora al Department of Health Sciences dell’University of Leicester nel Regno Unito per ragioni di ricerca.  Considerando poi tutte le cause di morte, e non solo quelle legate a patologie cardiache, i ricercatori hanno visto una riduzione del rischio del 23% per 2-3 sedute di sauna e del 40% per 4-7 sedute, sempre rispetto alla singola sauna settimanale.

«Abbiamo anche visto che a ricavare i maggior benefici sono i diabetici» spiega Zaccardi. «Ciò potrebbe essere legato al fatto che un potenziale meccanismo con cui la sauna agisce è una modulazione dell’attività del sistema nervoso autonomo, che proprio in questi pazienti può essere disfunzionale».

Anche il tempo speso in sauna conta: rispetto a chi vi restava meno di 11 minuti, il rischio di morte cardiaca improvvisa diminuiva del 7% per sessioni da 11 a 19 minuti e del 52% per sessioni più lunghe di 19 minuti. E i dati sono analoghi anche per malattie coronariche e cardiovascolari.

«Questa variazione dell’effetto con la dose supporta l’idea che vi sia una relazione causale tra la sauna e i benefici osservati nello studio – commenta i risultati Zaccardi – Occorrerà ora procedere con degli studi fisiopatologici al fine di comprendere gli esatti meccanismi in atto e poter confermare la causalità».

I benefici di un bagno di calore sono stati documentati anche sui pazienti cardiovascolari. Un recente studio ha dimostrato che entrare in sauna cinque volte a settimana per tre settimane garantisce loro dei benefici duraturi: migliorano le funzioni cardiache e aumenta la quantità di attività fisica che riescono a sostenere.

Infatti, nei pazienti cardiaci, il fiato corto e la mancanza di energia dipendono dall’incapacità del cuore di pompare sangue a sufficienza per rifornire la periferia del corpo. I ricercatori dell’Università di Toyama hanno dimostrato che la sauna migliora la circolazione e il pompaggio del sangue da parte del cuore, tanto da permettere ai pazienti di percorrere a piedi distanze più lunghe (379 metri invece di 337 metri in 6 minuti).

Per meglio controllare i meccanismi fisiologici sottostanti, il gruppo guidato dal cardiologo Takashi Ohori, ha studiato il fenomeno sui topi, notando che dopo un attacco di cuore gli animali esposti alla sauna non avevano danni ai ventricoli e dimostravano nell’endotelio vascolare un’aumentata sintesi di monossido di azoto, un enzima che controlla la pressione del sangue tramite la vasodilatazione e la produzione di vasi sanguigni. «È noto che la sauna induce una risposta vasodilatatoria, che è però una risposta acuta. Il nostro studio ha mostrato che la risposta cronica in pazienti con insufficienza cardiaca consiste in effetti benefici sulla funzione endoteliale» ci ha spiegato Ohori.

Come lo studio su JAMA Internal Medicine dimostra, vi è un rinnovato interesse sul valore terapeutico della sauna, cui sono stati attributi effetti positivi in caso di malattie reumatiche, cardiovascolari, polmonari (come la malattia polmonare ostruttiva) e della pelle, ma anche disturbi dell’umore.
«È vero che la sauna sembra efficace in quasi tutte le malattie, ma non disponiamo dei dati. In certi pazienti, sono necessarie particolare cautela e adeguata supervisione, perché l’effetto di vasodilatazione può portare ad un calo di pressione e sincope» ci ha spiegato Ohori.

C’è anche chi si è concentrato sullo strato lipidico, mostrando un abbassamento del colesterolo pari a quello ottenibile con una moderata attività fisica. E chi intende misurare gli effetti del rilassamento psicofisiologico, al di là dell’autovalutazione dei soggetti.