
Abbiamo introdotto la mano nel nostro marchio perché esprime, con la forza dei simboli, l’accettazione incondizionata dell’altro che vive uno stato di sofferenza e di dolore. Esprime l’accoglienza che allevia la sofferenza della solitudine e la paura della malattia. Ci è sembrato un segno forte, condiviso perché calato nella coscienza collettiva, ma soprattutto in armonia con la missione che è la ragione d’essere dell’Anapaca.
La sagoma dell’uomo raccolto in riflessione, che emerge dal palmo aperto, vuole esprimere la riflessione sulla ricerca delle cause della malattia e, più genericamente, una presa di coscienza della caducità della condizione umana segnata, in modo imprescindibile, da malattia, vecchiaia e morte. Il marchio è stato realizzato dal grafico Claudio Biral.
Il rifacimento del nuovo sito Internet si è reso necessario dall’obsolescenza di quello precedente e dalla necessità di una maggiore interattività col visitatore anche occasionale.