• lunedì 14 ottobre 2019

A contatto con la natura per ritrovare salute e benessere

Le persone che trascorrono almeno due ore alla settimana nel verde hanno una maggiore percezione soggettiva di benessere e di salute, mentre un ulteriore aumento non sembra portare benefici aggiuntivi

Due ore alla settimana possono sembrare poche per cambiare in meglio lo stato di salute o il benessere di una persona. Eppure, se passate a contatto con la natura, possono essere sufficienti. È quanto emerge da uno studio pubblicato su “Scientific Reports” da Mathew White, dell’Università di Exeter, nel Regno Unito, e colleghi di una collaborazione tra ricercatori di istituti britannici e svedesi.

Il risultato va ad aggiungersi a un insieme sempre più corposo di dati che segnalano gli effetti deleteri di vivere in contesti fortemente urbanizzati.

Gli studi effettuati in passato hanno evidenziato che gli adulti che vivono in quartieri con una minore superficie occupata dal verde hanno un maggior rischio di essere ricoverati per asma, probabilmente per effetto diretto della peggiore qualità dell’aria sull’apparato respiratorio. Ma ha anche un maggior rischio di malattie cardiovascolari, obesità e diabete, in virtù di un effetto indiretto, mediato dalla maggiore sedentarietà, perché la mancanza di spazi ricreativi all’aperto porta le persone a fare meno attività fisica. Non mancano infine i disturbi mentali, segno che anche la psiche risente della vita costretta negli spazi chiusi del contesto urbano. E tutti questi fattori di peggioramento delle condizioni di salute concorrono a una mortalità più elevata.

Nella popolazione di bambini e adolescenti è emerso un maggior rischio di obesità, indotta dalla sedentarietà, di miopia, per l’abitudine a osservare quasi esclusivamente oggetti vicini, e di problemi dello sviluppo cognitivo, in parte per fattori psichici e in parte per l’esposizione a inquinanti atmosferici del traffico veicolare.

Tutti questi studi usano però come variabile misurabile la percentuale di verde entro il raggio di un chilometro dall’abitazione. Eppure, sottolineano White e colleghi, questo non è l’unico modo per misurare l’esposizione al verde delle persone.

Gli autori hanno analizzato i dati di un’indagine demoscopica che ha coinvolto un campione di 20.000 soggetti, rappresentativo della popolazione adulta del Regno Unito, focalizzata sul tempo passato abitualmente da ciascuno in contesti naturali, come boschi o campi, escludendo cioè il giardino di casa. L’analisi statistica dei dati ha mostrati che la soglia delle due ore settimanali passate nel verde è correlata a uno stato di salute o di benessere – riferito dagli stessi intervistati – più soddisfacente.

Il risultato è valido per i soggetti di tutte le età comprese nel campione, inclusi quelli affetti da disturbi cronici, indipendentemente dal fatto che le due ore siano state trascorse nel verde in un’unica occasione o in momenti diversi della settimana.

L’effetto si fa sentire maggiormente quando il tempo passato a contatto con l’ambiente naturale è tra le due e le tre ore, mentre un ulteriore aumento non sembra portare benefici aggiuntivi. Non è ancora chiaro, sottolineano gli autori, se l’effetto emerso dallo studio sia mediato dall’attività fisica o sia il contatto col verde di per sé a indurre un maggior stato di benessere. La questione dovrà essere indagata da ulteriori studi. (red)

Da Le Scienze
La Redazione