• mercoledì 21 novembre 2018

Achillea – pianta policresta dai mille utilizzi

E’ una pianticella molto comune con un caratteristico profumo aromatico tanto ricca di proprietà da avere un posto d’onore nella farmacopea. Rudolf Steiner l’ha descritta come “un capolavoro vegetale unico nel suo genere” (Wilhelm Pelikan, 2005).

L’Achillea Millefolium L. è un emostatico d’eccellenza, in alcune regioni viene chiamata “l’erba dei tagli”. Si applicano i fiori insieme alla parte aerea contusa fresca sulle ferite per bloccare le emorragie; un tempo veniva usata anche in decotto per il trattamento delle lesioni interne. Nell’Iliade, Achille cosparge di radici di achillea le ferite dell’amico Patroclo. Nei tornei medievali, nelle battaglie e nella guerra civile americana l’achillea era usata come medicazione per bloccare le emorragie (F.J.Lipp, 1998).

L’achillea stimola la sudorazione, l’infuso caldo è un rimedio popolare contro la febbre, l’influenza e le altre malattie da raffreddamento.

Nei problemi di circolazione venosa la troviamo in preparati reperibili in erboristeria associata ad altre erbe dalle stesse proprietà quali amamelide virginiana, vite rossa, centella asiatica, rusco (I.Salusso, 2014)

E’ anche un tonico, amaro e digestivo. A questo scopo è interessante la ricetta del vino aromatico da preparare in casa senza difficoltà.

Ricetta del vino aromatico di achillea

In un litro di vino bianco secco immergere 50 gr di erba fresca, lasciarla macerare per 10 giorni, quindi filtrare e assumere nella quantità di un bicchierino da liquore prima dei pasti.

In cucina le foglie possono essere consumate in insalata fresche, in piccole quantità aggiunte ad altre verdure o per aromatizzare le pietanze.

In letteratura troviamo mille altri utilizzi: contro l’ipertensione, disturbi della menopausa, incontinenza urinaria, crampi allo stomaco, ragadi, emorroidi, reumatismi, eczemi e dermatosi in generale e altro ancora. Insomma, grazie al suo ricco contenuto di principi attivi, l’achillea ha trovato nella storia un vasto utilizzo su un largo spettro di disturbi. Fin dai tempi più remoti i medici la apprezzavano in quanto in grado di regolare tutti gli umori.

Il nome deriva dall’eroe greco Achille, il quale avrebbe appreso dal centauro Chirone le sue proprietà benefiche. In Europa i rituali magici non l’hanno risparmiata. Per conoscere il proprio futuro amoroso si raccoglieva una pianta di achillea sulla tomba di un giovane di sesso opposto al proprio e la si metteva sotto il guanciale dopo aver recitato alcune formule magiche. La persona amata sarebbe apparsa in sogno. In Cina invece veniva impegnata in rituali per la consultazione degli I Ching, i libri delle divinazioni.

Per chi volesse raccoglierla si raccomanda di non estirpare la radice ma tagliare con un paio di forbici (il fusto è piuttosto duro) la parte aerea superiore della pianta. Se intendete usarla per scopi divinatori amorosi basta una sola piantina, se volete utilizzarla per le proprietà officinali raccoglietene quanto basta per un uso personale. La si trova in pianura e in montagna fino a 1500 metri di altitudine, raggiunge i 30 – 40 cm di altezza, fiorisce da giugno a settembre, il fiore è normalmente di colore bianco ma, salendo di quota, possiamo trovarne anche di colore rosa con gli stessi principi attivi. Si può consumare fresca o lasciarla essiccare per l’inverno in un luogo buio e aerato. La pianta secca dura un anno.

Alcuni soggetti sono allergici all’achillea: provare l’applicazione esterna delle foglie e del fiore contusi su una piccola porzione di pelle e in caso di irritazione non utilizzare questa pianta.

Sergio Forno – 22 giugno 2018