Amicizia

 

 

Non posso donarti soluzioni per i problemi della vita,

non ho risposte per i tuoi dubbi e i timori, ma posso ascoltarli

e dividerli con te.

Non posso cambiare il tuo passato né il tuo futuro, ma quando servirà

ti sarò vicino.

Non posso evitarti di cadere, ma posso offrirti la mia mano

per darti un aiuto.

La tua allegria, il successo, il trionfo

non sono miei,

ma io ne gioisco vedendoti felice.

Non posso evitarti la sofferenza che ti spezza il cuore,

ma posso piangere con te e rimettere in funzione i frammenti palpitanti.

Non posso dirti cosa sei, né cosa devi essere:

voglio che tu sia come sei, e voglio essere tuo amico.

Mi basta che tu mi voglia come amico,

non sono un granché, sono tutto quello che posso essere.

 

Jorge Luis Borges

 

Nato a Buenos Ayres, (24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986) Borges ha molto sofferto per cecità. È stato uno dei maggiori intellettuali e poeti del ’900 e nessuno di noi potrà mai dimenticare la ricchezza spirituale che con il suo lavoro ha saputo donare a tutti.

È ritenuto uno dei più importanti e influenti scrittori del XX secolo, ispirato tra gli altri da Macedonio Fernández, Rafael Cansinos Assens, dalla letteratura inglese (Chesterton, Kipling, Stevenson, Wells, De Quincey, Shaw), da quella tedesca (Schopenhauer, Heine, Kafka) e dal taoismo. Narratore, poeta e saggista, è famoso sia per i suoi racconti fantastici, in cui ha saputo coniugare idee filosofiche e metafisiche con i classici temi del fantastico (quali: il doppio, le realtà parallele del sogno, i libri misteriosi e magici, gli slittamenti temporali), sia per la sua più ampia produzione poetica, dove, come afferma Claudio Magris, si manifesta “l’incanto di un attimo in cui le cose sembra stiano per dirci il loro segreto”.

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