Virus Hpv, un vaccino e tanti interrogativi delle mamme. Il vaccino contro il Papilloma Virus (Hpv) viene somministrato gratis dalle Asl alle ragazzine di dodici anni. È prevista una dose iniziale e due richiami.

 

Si tratta di un importante strumento per la prevenzione del tumore alla cervice uterina. Ma spesso l’informazione sull’argomento è confusa o carente, e molte madri si domandano se davvero sia il caso di far vaccinare la figlia in età così giovane.

Per chiarire le idee, ecco il parere della dottoressa Raffaella Michieli, segretario nazionale della Simg, la Società italiana di medicina generale: “In effetti spesso notiamo molta disinformazione, e tanta confusione causata anche dalle molte “bufale” che circolano su internet.

In realtà non c’è evidenza scientifica di rischi significativi legati a questo vaccino. Può esserci solo qualche piccolo fastidio nella zona dove si inietta”. Perché è importante vaccinarsi?

Chiarisce la dottoressa Michieli: “Uno dei principali fattori di rischio per il tumore alla cervice uterina è l’infezione da Hpv, un virus che è sempre presente in caso di tumore del collo dell’utero e che può provocare anche la formazione di papillomi, piccoli tumori benigni.

L’infezione da Hpv è frequente soprattutto nelle persone giovani. Si calcola che circa l’80% della popolazione sessualmente attiva la contragga almeno una volta nella vita, ma molto meno dell’1% delle donne infettate con un tipo di Hpv cancerogeno sviluppa lesioni tumorali.

Il beneficio del vaccino è dunque massimo se viene eseguito prima dell’inizio dell’attività sessuale. Nella maggioranza dei casi il contagio avviene dopo l’inizio dei rapporti sessuali, anche se nell’80% dei casi l’infezione guarisce spontaneamente.

Essendo il virus una delle cause del tumore alla cervice uterina, possiamo dire che questo è il primo vaccino contro un virus che può provocare un tumore”. Timori che questa vaccinazione in un certo senso “incoraggi” l’attività sessuale precoce o troppo disinvolta?

La dottoressa Michieli tranquillizza: “Non risulta che sia uno stimolo in questo senso. Anzi, è un’opportunità per i genitori per affrontare con i figli il tema delle malattie sessualmente trasmesse, oggi in allarmante crescita.

Nonostante il web, i giovani sono oggi poco informati sui pericoli dei rapporti a rischio. La vaccinazione affianca gli indispensabili controlli con il tradizionale Pap test, necessari dopo i 25 anni.

Il vaccino contro l’Hpv costituisce una protezione in più. Per ogni dubbio si può comunque rivolgersi al proprio medico di famiglia, al ginecologo, o chiedere chiarimenti all’Ufficio Igiene dell’Asl di riferimento”.