La musica può essere pericolosa: il volume sparato negli auricolari collegati a un lettore mp3, infatti, può raggiungere l’intensità del motore di un jet, che supera i 100 decibel. Monica Marelli su Donna

 

 

La musica può essere pericolosa: il volume sparato negli auricolari collegati a un lettore mp3, infatti, può raggiungere l’intensità del motore di un jet, che supera i 100 decibel. E se questa sollecitazione è prolungata fino a un’ora, i danni sono certi.

A sostenerlo è l’ultimo studio del Comitato scientifico dei rischi sanitari emergenti, recentemente identificati dalla Commissione Europea, che ha evidenziato come il 5-10 per cento di chi ascolta musica alta e per più di un’ora al giorno rischia una perdita permanente dell’udito (in Europa 75 milioni di persone).

E il problema investe tutte le fasce di età, come avverte il dottor Lino Di Rienzo Businco, Presidente della Società italiana di endoscopia e radiofrequenze otorinolaringoiatrica: “Il pericolo per adolescenti e adulti è lo stesso, ma i secondi partono a volte da un udito già ridotto a causa dell’età o di patologie pregresse”.

Le vittime del volume alto sono diffuse a livello globale: in Europa sono quantificate all’incirca in 10 milioni. Negli Stati Uniti sono state fatte indagini ancora più precise. Il medico Joseph Shaorodsky dell’ospedale di Boston, per esempio, partendo dall’analisi di dati riguardanti gli adolescenti tra il 1988 e il 1994 ha scoperto che circa 6,5 milioni di adulti oggi soffrono di sordità mite, quasi il 20 per cento in più rispetto a dati precedenti.

E in Italia? “Attualmente ci sono solo studi osservazionali, ma stiamo raccogliendo materiale per delineare la situazione: i risultati dovrebbero essere disponibili alla fine di quest’anno”, risponde Di Rienzo. Naturalmente altro danno si aggiunge vivendo in ambienti chiassosi: “Il rumore di fondo ha molta influenza, sia per il danno diretto, sia per la necessità di aumentare il volume della cuffia.

Ecco perché, per esempio, chi ascolta musica in metropolitana probabilmente terrà il volume troppo alto. Colpevole anche il cinema, con le scene a maggior impatto emotivo (inseguimenti, sparatorie, ecc), la tv durante gli spot (c’è un aumento del volume per richiamare attenzione) e il traffico nelle ore di punta.

Rappresentano i principali fattori di rischio per l’udito”. Per difendersi da questa giungla strepitante c’è un solo modo, come suggerisce Di Rienzo: “Dare possibilità all’orecchio interno di avere un periodo di riposo da stimoli sonori per recuperare il trauma causato alle cellule”.

Nel frattempo la legge sta lavorando per i nostri timpani: il Comitato europeo di normazione elettrotecnica è impegnato nello studio di norme (fra cui stabilire il massimo volume consentito) cui dovranno adeguarsi i produttori di lettori portatili che vorranno distribuire nell’Unione Europea.