I più esposti sono anziani e bambini. Ma nelle giornate di forte caldo anche chi è afflitto da patologie croniche e respiratorie deve proteggersi dagli effetti dell’afa. Alcune semplici precauzioni da adottare, suggerite dal ministero della Salute. Erika Tomasicchio, Repubblica.it, giugno 2010


I soggetti a rischio

Il ministero consiglia a tutti di proteggersi dal sole. Ma ci sono alcuni soggetti che devono stare particolarmente in guardia: tra questi spiccano gli anziani. In età senile si riduce infatti la capacità dell’organismo di difendersi dal caldo, si è meno sensibili al sole e si avverte un ridotto stimolo della sete.

La situazione si fa ancora più delicata per chi, oltre ad essere in età avanzata, soffre di malattie cardiovascolari, patologie respiratorie croniche o insufficienza renale cronica, malattie neurologiche, ipertensione. Sono a rischio anche le persone non autosufficienti, chi assume farmaci con regolarità, i neonati o i bambini piccoli. Infine deve stare particolarmente attento anche chi fa un lavoro che richiede uno sforzo all’aria aperta.

Recuperare i liquidi persi

La prima regola da seguire è bere molta acqua (almeno due litri al giorno), anche quando non si percepisce lo stimolo della sete. Il corpo ha necessità di reintegrare le risorse idriche sottratte dal forte caldo. “Con il sudore vengono persi alcuni sali come il sodio e il potassio, fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo – chiarisce il ministero – sudando molto, senza reintegrare l’acqua persa, si riduce il volume del sangue circolante e questo può determinare l’abbassamento rapido della pressione arteriosa”.

Se il corpo non riesce a disperdere il calore eccessivo attraverso la sudorazione, infatti, possono insorgere lievi disturbi come crampi, svenimenti, gonfiori, ma anche stress da calore e il classico colpo di calore. I succhi di frutta costituiscono un’ottima alternativa all’acqua. Evitare le bevande alcoliche e la caffeina.

Preferire i pasti leggeri

Anche l’alimentazione deve essere leggera ed equilibrata: l’ideale è consumare piccoli pasti durante tutto l’arco della giornata, soprattutto frutta fresca e pietanze ricche di acqua e sali minerali. Fare molta attenzione se nel frigorifero si conservano latticini, carni, dolci con creme o gelati. Le temperature elevate favoriscono la contaminazione degli alimenti e il proliferare di germi: cibi e bevande guasti in alcuni casi possono dar luogo a patologie gastroenteriche anche gravi. Se il medico curante li consiglia, può essere utile anche assumere integratori di sali minerali.

Vestirsi con fibre traspiranti

Si consiglia di indossare abiti di colore chiaro e non aderenti. I tessuti ideali sono cotone e lino. Meglio evitare le fibre sintetiche, poco traspiranti. Riparare la testa con un cappello leggero, magari a falda larga, e proteggere l’auto con pannelli parasole. Inoltre è importante non restare neanche per poco tempo, in una vettura parcheggiata all’esposizione diretta dei raggi solari.

Per proteggersi dal calore del sole utilizzare tende o persiane e mantenere il climatizzatore a 25-27 gradi. Se si usa un ventilatore non indirizzarlo direttamente sul corpo.

Esporsi con prudenza

Quando si prende il sole occorre proteggere la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo (SPF). Non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18, e non praticare attività fisica all’aperto, soprattutto nei giorni in cui è previsto un rischio elevato (livello 2 o 3 del bollettino della Protezione civile).

Se si ha una persona malata in casa, stare attenti che non sia troppo coperta. Per gli anziani il primo campanello d’allarme è l’innalzamento della temperatura corporea, ma anche la riduzione delle attività quotidiane è segnale di disagio. Chi soffre di una malattia respiratoria deve evitare i continui passaggi da ambienti caldi a quelli più freschi, mentre per chi è malato di diabete il consiglio è prendere il sole con particolare attenzione, poiché la minore sensibilità al dolore, favorisce le ustioni..

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