I medici dell’Associazione Culturale Pediatri ne sono convinti: la musica influenza lo sviluppo cerebrale del bambino. Rafforza il legame con la famiglia, aiuta a crescere e a superare i momenti più difficili. Claudia Bortolato, Donna

 

Ecco perché promuoverla presso le famiglie dei più piccoli, obiettivo del progetto Nati per la musica, è un vero e proprio sostegno alla genitorialità.

Fin dal sesto mese di gestazione il feto è in grado di ascoltare suoni e ricordarli dopo la nascita. Un brano molto sentito, ma anche una nenia canticchiata, diventano così familiari da poter poi essere d’aiuto a calmare il neonato o accompagnarlo nel sonno.

Non importa che si tratti di Mozart o De Gregori: la musica è cibo per il cervello. “Che sia vocale o strumentale, la musica facilita l’acquisizione di un ritmo e stimola lo sviluppo neurologico.

La plasticità cerebrale, tipica del primo semestre di vita, può trovare nel suono un potente attivatore”, scrive il pediatra dell’Ausl di Reggio Emilia Alessandro Volta sui Quaderni ACP (acp.it).

Non solo: un precoce e continuo ascolto musicale sembra influenzare la velocità del pensiero, acuisce le capacità di ascolto e concentrazione, rafforza l’autostima e abitua al rispetto delle norme sociali. natiperlamusica.blogspot.com 

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