Indicazioni chiare su un parametro talvolta trascurato. Anche i grassi non devono avere livelli troppo alti. Carla Favaro, Corriere della Sera.it

 

Si parla spesso di colesterolo, molto meno di trigliceridi, un tipo di grassi presenti nel sangue e nei tessuti, in particolare in quello adiposo dove queste molecole rappresentano il modo in cui vengono stoccate le calorie in eccesso.

Ma quanto “pesano” sulla salute i livelli di trigliceridi nel sangue e che cosa si può fare per ridurli se sono troppo elevati? La risposta più aggiornata viene dalle linee guida pubblicate dal Journal of Clinical Endocrinology Metabolism: pure se complesse e rivolte agli esperti, possiamo trarne alcuni spunti utili per tutti. In primo luogo sul “peso” da dare ai trigliceridi.

RISCHIO CUORE – «Anche se non esistono prove chiare che la riduzione dei trigliceridi si associ a una diminuzione del rischio cardiovascolare – spiega Adriana Branchi, responsabile del Centro per lo studio e la prevenzione dell’aterosclerosi, Fondazione Policlinico di Milano – le linee guida dell’Endocrine Society raccomandano di fare attenzione ai trigliceridi per prevenire l’aterosclerosi.

Questa posizione, analoga a quella della Società europea dell’aterosclerosi, è un passo avanti su un tema molto dibattuto dagli esperti». Il livello desiderabile per i trigliceridi è al di sotto di 150 mg/dl. Che cosa fare se bisogna ridurli? «Dipende dall’entità del l’ipertrigliceridemia – risponde l’esperta -, ma prima ancora dalle sue cause.

Obesità, diabete, sindrome metabolica sono spesso associate a livelli alti di trigliceridi, che si possono riscontrare anche in gravidanza, o come conseguenza dell’uso di certi farmaci, dell’abuso di alcolici, di malattie renali, di ipotiroidismo, di alterazioni genetiche. Queste ultime si accompagnano in alcuni casi a livelli estremamente elevati di trigliceridi e il trattamento deve essere tempestivo, perché pongono il paziente a rischio di pancreatite».

I CONSIGLI – «Confortante – prosegue l’esperta – è che l’ipertrigliceridemia, se modesta, può essere combattuta adeguando lo stile di vita. Solo in un secondo tempo, o nelle situazioni di particolare gravità, si deve ricorrere ai farmaci».

Gli accorgimenti che aiutano ad abbassare i trigliceridi sono in primo luogo la riduzione del peso, se necessario, e la correzione della dieta. Vanno limitati gli zuccheri semplici e i cibi ad alto indice glicemico (riso brillato, pane bianco, patate).

E i grassi? «Sembrerà strano – dice Branchi – ma le diete molto povere di grassi non sono efficaci nel ridurre i trigliceridi quanto le diete un po’ meno povere di grassi, che siano però grassi ” buoni”, come quelli dell’olio d’oliva, della frutta secca a guscio e, prima ancora, come gli omega 3 dei pesci».

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