Una pratica antica. Ma cura e purifica oppure stressa il corpo e la mente?  Gianna Melis, Donna, dicembre 2010


 

Salvatore Simeone, medico chirurgo, esperto in Medicina Biologica Integrata e direttore del Centro Medico Broussais di Roma.

Uno studio dell’University of Utah di Salt Lake City ha dimostrato che digiunare un giorno al mese, pratica diffusa fra i Mormoni, riduce del 45 per cento il rischio di malattie cardiovascolari.

Perché digiunare? “Per disintossicarsi, rinnovarsi e anche per dimagrire. Non mangiare per uno o più giorni fa riposare l’apparato digerente. E l’organismo utilizza la maggiore energia disponibile per lo smaltimento delle tossine. Molti credono che i chetoni (che causano l’acetone) siano il sintomo di una sofferenza del corpo.

Al contrario, questo residuo dello smaltimento dei grassi di riserva protegge i muscoli dalla degradazione e, durante il digiuno, diventa fonte di energia per il cervello, in alternativa agli zuccheri. Lo ha verificato anche uno studio americano uscito su Pub Med.

Per essere utile, il digiuno va fatto con uno specialista, vissuto in condizioni psicologiche adeguate e bevendo la giusta quantità di acqua oligominerale. E dopo, per mantenere i benefici, è importante attuare piccoli cambiamenti nello stile di vita, senza fare diete punitive o sacrifici esagerati, statisticamente fallimentari. Il segreto per restare in forma, senza diete, è non ripetere gli errori alimentari che hanno causato il sovrappeso e avere un atteggiamento più attento nei confronti del cibo”.

 

No Maria Gabriella Gentile, direttore della Struttura di Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano.

“Digiunare, anche solo per un giorno, fa male al corpo e alla mente: per vivere le nostre cellule hanno bisogno di un rifornimento continuo di glucosio. Questo zucchero serve per produrre energia, non può essere accumulato nell’organismo e va introdotto con l’alimentazione.

Dopo otto, al massimo dodici ore dall’inizio del digiuno, l’organismo esaurisce il glucosio presente nel sangue e, per sopperire a questa mancanza, inizia a trasformare il glicogeno del fegato. Poi utilizza come carburante le proteine, cominciando così a demolire la muscolatura e i grassi di deposito.

Ma per bruciare i grassi, il corpo produce corpi chetonici, sostanze acide di scarto, con conseguente chetosi che può provocare danni a livello cerebrale e muscolare. In più, per sopperire all’assenza di nutrimento e risparmiare il più possibile energia, rallenta il metabolismo. E per questo, quando si ricomincia a mangiare, si recupera il peso rapidamente e si tende a ingrassare più di prima.

Non mangiare per tanti giorni può avere conseguenze pesanti anche a livello psicologico: può scatenare comportamenti ossessivi compulsivi, depressioni e disturbi dell’alimentazione. Il digiuno è assolutamente sconsigliato a persone che hanno problemi di salute, epatici, cardiaci o renali, agli anziani, ai bambini e alle donne in gravidanza”.

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