Le calzature più adatte in caso di artrosi alle ginocchia dovrebbero essere piatte e con la suola flessibile. Antonella Sparsoli su Corriere della Sera.it


Le classiche ciabatte e le scarpe da ginnastica con suole flessibili riducono notevolmente il carico sulle ginocchia e questo le renderebbe particolarmente indicate in chi si trova a fare i conti con l’artrosi a livello di questa articolazione. La segnalazione viene da alcuni ricercatori della Rush University, autori di uno studio appena pubblicato online sulla rivista Arthritis Care & Research.

I ricercatori americani sono giunti a queste conclusioni osservando l’andatura di 31 pazienti con sintomi di artrosi del ginocchio mentre camminavano a piedi nudi e con quattro tipologie diverse di scarpe: gli zoccoli comunemente usati dal personale sanitario; un tipo di scarpe molto stabili prescritte per il comfort dei piedi e per dare, appunto, stabilità; alcune scarpe da ginnastica con la suola piatta e flessibile e, infine, le ciabatte.

Il carico sulle ginocchia si è rivelato molto diverso a seconda del tipo di calzatura. In particolare nel caso di zoccoli e scarpe stabili il carico sul ginocchio si è rivelato fino al 15 per cento superiore rispetto a quello degli altri tipi di scarpe. Le ciabatte, infine, si sono rivelate le calzature che più ricalcavano il carico tipico di quando si cammina a piedi nudi.

«In linea generale le scarpe sono pensate per fornire il massimo supporto e comfort ai piedi, prestando poca attenzione agli effetti biomeccanici sul resto della gamba – premette Najia Shakoor, reumatologa della Rush University nonché coordinatrice dello studio -. Tuttavia bisogna tenere presente che le scarpe che indossiamo hanno un impatto notevole sul carico dell’articolazione del ginocchio, soprattutto quando camminiamo. I dati che abbiamo raccolto dimostrano che le calzature senza tacco e con la suola flessibile sono quelle che riducono di più il carico sul ginocchio».

I fattori che possono influenzare il carico sulle ginocchia sono diversi: «Uno di questi – spiega Shakoor – è l’altezza del tacco e questo può spiegare quanto abbiamo osservato con gli zoccoli e le scarpe stabili: entrambi hanno un po’ di tacco e quindi comportano un carico maggiore sul ginocchio. Ma anche la rigidità della suola può giocare un ruolo importante. In studi precedenti abbiamo dimostrato che camminare a piedi nudi riduce al minimo il carico sul ginocchio, cosa probabilmente legata alla flessibilità del movimento, meccanicamente vantaggiosa.

La flessione naturale del piede scalzo quando viene a contatto con il suolo probabilmente attenua l’impatto sull’articolazione rispetto a quanto accade in caso di movimenti fatti con scarpe dalla suola rigida». Le ginocchia sarebbero quindi tanto più protette quanto più la calzatura utilizzata ricalca il movimento naturale del piede nudo.

«Oggi per ridurre il carico sulle ginocchia di pazienti con artrosi si utilizzano spesso ginocchiere specifiche e scarpe con plantari rigidi, tuttavia bisognerebbe considerare anche il tipo di scarpe utilizzate nella routine. I nostri dati dimostrano che è possibile ottenere una riduzione del carico, dall’11 al 15 per cento, usando diversi tipi di calzature (scarpe da ginnastica e cibatte con suole flessibili) e questo risultato è sicuramente comparabile alla riduzione del carico ottenibile con ginocchiere e plantari» puntualizza l’esperta.

Come comportarsi dunque nella scelta della calzatura? Come precisano gli stessi autori dello studio, il carico sul ginocchio è sicuramente uno dei fattori da considerare, ma non l’unico. Nel caso per esempio di anziani o seggetti infermi, le ciabatte non sono molto adatte perché con esse è più facile cadere. Meglio optare per una calzatura più contenitiva. Ma se non ci sono particolari controindicazioni via libera a ciabatte e scarpe da ginnastica, a patto che la suola sia flessibile. Ovviamente per fare scelte oculate ci vuole anche buon senso: se si deve camminare a lungo conviene evitare le ciabatte rasoterra perché a farne le spese potrebbe essere, non tanto il ginocchio, ma il piede con il rischio di sviluppare tendiniti e infiammazioni al tallone.

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