Ho sceso, dandoti il baccio …    

  

 

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

 

 

Note biografiche

Eugenio Montale (Genova, 12 ottobre 1896 – Milano, 12 settembre 1981) è stato un poeta, giornalista, critico musicale e scrittore italiano, premio Nobel per la letteratura nel 1975.

Inizia gli studi all’istituto “Vittorino Da Feltre” gestito dai Barnabiti. Per lui vengano preferiti, a causa della sua salute precaria, i più brevi studi tecnici in luogo di quelli classici, viene dunque iscritto nel 1915 all’istituto tecnico commerciale “Vittorio Emanuele”, dove si diplomerà in ragioneria. Il giovane Montale ha la possibilità di coltivare i propri interessi prevalentemente letterari, frequentando le biblioteche cittadine e assistendo alle lezioni private di filosofia della sorella Marianna, iscritta a Lettere e Filosofia. La sua formazione è dunque quella tipica dell’autodidatta, che scopre interessi e vocazione attraverso un percorso libero da condizionamenti. Letteratura (Dante, Petrarca, Boccaccio e D’Annunzio su tutti, autori che lo stesso Montale affermerà di avere “attraversato”) e lingue straniere sono il terreno in cui getta le prime radici la sua formazione e il suo immaginario. «Scabri ed essenziali», gli anni della giovinezza delimitano in Montale una visione del mondo in cui prevalgono i sentimenti privati e l’osservazione profonda e minuziosa delle poche cose che lo circondano – la natura mediterranea e le donne della famiglia. Ma quel “piccolo mondo” è sorretto intellettualmente da una vena linguistica nutrita di queste lunghe letture, finalizzate soprattutto al piacere della conoscenza e della scoperta.

Le opere

Le raccolte di versi contengono la storia della sua poesia: Ossi di seppia (1925); Le occasioni (1939); Finisterre (1943); Quaderno di traduzioni (1948); La bufera e altro (1956); Farfalla di Dinard (1956); Xenia (1966); Auto da fé (1966); Fuori di casa (1969); Satura (1971); Diario del ’71 e del ’72 (1973); Sulla poesia (1976); Quaderno di quattro anni (1977); Altri versi (1980); Diario postumo (1996; su quest’ultima opera è stato manifestato il dubbio di non autenticità da parte di alcuni studiosi).