Parte ONCOMovies, un progetto che ha come obiettivo quello di richiamare l’attenzione dei medici oncologi e dei pazienti sull’importanza della qualità di vita durante la chemioterapia, avvalendosi della forza del linguaggio cinematografico. A cura di Torinoscienza-

 

 

Dalla sua nascita ad oggi, il cinema ha sempre svolto un ruolo cruciale nella vita delle persone. Il mezzo cinematografico ha un potenziale comunicativo grandissimo: un qualsiasi messaggio viene percepito più facilmente e avvertito come “reale” se è trasmesso attraverso un insieme di immagini e di suoni, piuttosto che attraverso un semplice testo scritto.

Basti pensare a come, a cavallo delle due Guerre Mondiali, venisse usato per incoraggiare il sostegno dei civili nei confronti delle forze militari; oppure a come nel ’68 si fosse trasformato in un mezzo di contestazione e di critica anticapitalistica e antimperialista.

Come può oggi il cinema essere d’aiuto ai malati di tumore che devono affrontare la chemioterapia e agli oncologi che devono assisterli? Attraverso ONCOmovies, un progetto di comunicazione on line, realizzato grazie al sostegno di MSD, ci si avvale dei grandi classici per mostrare la vita quotidiana dei pazienti e sottolineare il loro diritto alle migliori terapie di supporto disponibili.

Prima di entrare nel merito del progetto, però, è necessario fare un quadro della situazione attuale. Almeno 2.300.000 italiani oggi convivono con una diagnosi di tumore. Le terapie oncologiche negli anni hanno contribuito e continuano ad aumentare la sopravvivenza dei malati di cancro. Accanto però ad una crescente efficacia delle molecole impiegate, aumenta sempre di più il bisogno di garantire al paziente una buona qualità di vita.

La ricerca “L’impatto dei trattamenti oncologici sulla qualità di vita dei pazienti”, condotta su oltre 850 malati di cancro e promossa da Salute Donna onlus e SIPO, ha rilevato che il 65,4% dei pazienti che affrontano la chemioterapia soffre di effetti collaterali come nausea e vomito, il 45,2% di fatigue (stanchezza, dolori alle gambe, difficoltà di respirazione, depressione ecc), il 35% di alopecia, il 22,3% di alterazione del gusto e il 13% di stipsi, oltre a molti altri effetti minori.

Tutto ciò ha ovviamente un forte impatto sulla vita di tutti i giorni dei pazienti. La chemioterapia condiziona in modo rilevante la normale gestione delle attività domestiche per il 61,6% dei pazienti, l’attività lavorativa per il 63,9% e la vita sessuale per il 62,7%.

In casi estremi i pazienti rifiutano addirittura i trattamenti o scelgono terapie associate a una sopravvivenza più breve proprio per paura di tali effetti o perchè non riescono a sopportarli.

Questi effetti collaterali debilitanti possono essere contrastati attraverso adeguate terapie di supporto: sono infatti disponibili farmaci estremamente efficaci ed innovativi. L’Aprepitant, per esempio, è il primo rappresentante di una nuova classe farmacologica, gli antagonisti del recettore della neurokinina-1 (NK1). Aprepitant completa ed integra l’attività antiemetica di altri farmaci, riducendo la nausea e il vomito indotti dalla chemioterapia.

Tuttavia dalla stessa indagine emerge che, nonostante gli oncologi prescrivano un supporto farmaceutico nel 91,8% dei casi, il 65,4% dei pazienti continua a soffrire di questi mortificanti effetti. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che non sempre ai pazienti vengono somministrate le terapie indicate dalle Linee Guida.

A tal riguardo è stato fatto uno studio osservazionale prospettico, il PEER (Pan European Emesis Registry), condotto in 52 centri distribuiti in 8 Paesi Europei, inclusa l’Italia, con 1128 casi studiati.

I pazienti hanno compilato diari di valutazione il giorno precedente la chemioterapia e nei 6 giorni successivi, registrando insieme a ora e data dell’evento emetico e dell’utilizzo di farmaci di salvataggio, anche il grado di severità della nausea e dell’ansia. Il PEER ha comparato i risultati della profilassi per nausea e vomito da chemioterapia secondo Linee Guida con quelli ottenuti dalla somministrazione dei farmaci non coerenti con esse: nella fase di emesi acuta la somministrazione di terapie coerenti con le Linee Guida avviene solo nel 55% dei casi.

Un’altra indicazione che arriva dall’indagine conoscitiva tra i pazienti riguarda l’importanza di una migliore comunicazione medico-paziente. Questa è una abilità centrale in tutto il percorso di cura. Un grande contributo a riguardo è dato dalla Psico-oncologia, che è oggi una realtà nel Servizio Sanitario Nazionale, con circa 200 Centri pubblici che offrono assistenza psicosociale ai loro pazienti.

La Psico-oncologia è particolarmente impegnata non solo nell’assistenza e supporto a pazienti e familiari, ma anche nell’ambito della formazione dei medici e degli infermieri rivolto al miglioramento delle abilità comunicative, per favorire la relazione con il paziente in modo da far emergere eventuali bisogni non corrisposti.

In questo contesto, cosa può fare il cinema? ONCOmovies è un progetto ideato con l’obiettivo di richiamare l’attenzione dei medici oncologi e dei pazienti sull’importanza della qualità di vita durante le terapie, attraverso la forza del linguaggio cinematografico, catalizzatore da sempre di emozioni.

L’idea portante è quella di valorizzare questo grande patrimonio di immagini e di storie (vi sono oltre 80 film d’autore che si sono occupati di cancro negli ultimi 60 anni) per illustrare la vita reale del paziente in chemioterapia, quello che accade oltre e al di fuori delle porte dell’ospedale, così da cogliere tutti gli aspetti della vita della persona con tumore durante il percorso di cura e che possono sfuggire all’osservazione del medico.

ONCOmovies si sviluppa parallelamente attraverso due filoni: uno dedicato all’oncologo e uno al paziente. L’oncologo, attraverso il sito www.oncovip.it, ha la possibilità di vedere quattro trailer contenenti scene di film famosi che affrontano le tematiche della qualità di vita dei pazienti oncologici durante la terapia, commentati dagli specialisti.

Il paziente invece potrà accedere al servizio attraverso il sito www.nonausea.it. Su questo, oltre a trovare informazioni sulla malattia, indicazioni utili e interviste con oncologi ed esperti del settore, nella sezione “ONCOmovies” ha a disposizione un trailer a lui dedicato. Scene tratte da film memorabili, anch’esse commentate da un board interdisciplinare, hanno l’obiettivo di accrescere la consapevolezza rispetto all’importanza che il dialogo con il proprio oncologo riveste nella corretta gestione degli effetti collaterali.

I pazienti inolte, fino al 30 gennaio, potranno inviare al sito le loro testimonianze, che diventeranno lo spunto narrativo per la realizzazione di un corto cinematografico. Questo verrà poi presentato nel corso dell’edizione 2013 del Festival Internazionale del Cortometraggio di Roma.

Hai bisogno di aiuto? AVVIA