Per dimostrare la sua teoria Beniamino Palmieri, medico e docente dell’università di Modena, ha provato l’acido ialuronico su se stesso cercando di sfruttarne l’effetto riempitivo come deposito di sostanze da disperdere gradualmente nell’organismo.

Un metodo che potrebbe risultare utile, dice, nella somministrazione di cure contro le dipendenze, ad esempio dall’alcol.

Col suo gruppo di ricerca Palmieri ha avviato anche un’altra autosomministrazione per provare “gli effetti di una sostanza estratta da un’alga nel contrastare il decadimento cognitivo legato all’avanzare dell’età”.

Perché “il medico ha le conoscenze necessarie a valutare i risultati di ciò che sperimenta”.
Palmieri è tra quelli che hanno il coraggio di provare sul proprio corpo e a proprio rischio nuove cure o medicine.

Un comportamento discutibile grazie al quale sono state fatte numerose scoperte: alcune infezioni “consapevoli”, per esempio, hanno individuato la via di trasmissione di febbre gialla, colera, epatite E.

Alberto Balbarini, docente all’università di Pisa, per introdurre la sua lezione sul “cateterismo cardiaco” racconta dell’esperimento che il tedesco Werner Forssmann praticò su se stesso “per dimostrare che da una vena del braccio si può arrivare al cuore”.

E ricorda che fu anche usando il proprio corpo che Forssmann ottenne nel 1956 il premio Nobel per la medicina, assegnato nel 2005 a Berry Marshall per aver dimostrato l’origine batterica dell’ulcera gastrica dopo aver ingoiato un’intera piastrina di coltura di Helicobacter pylori.

Le obiezioni di chi contesta la validità degli esperimenti di medici-cavia, sostenendo che i test siano potenzialmente viziati dalle modalità di autogestione dell’esperimento e dalla soggettività, non scoraggiano Kevin Worwick, professore di cibernetica a Reading (Gran Bretagna) che si è fatto impiantare dei microchip con cui studia l’interazione tra cervello e computer.

E non scoraggiano neppure Palmieri, che dice: “Siamo esperti nella pratica clinica e abbiamo tutti gli strumenti per valutare noi stessi i risultati”.