• giovedì 17 gennaio 2019

Il riconoscimento delle emozioni a sei mesi

 

Già a sei mesi i bambini sono in grado di associare le espressioni mimiche e vocali a specifici stati d’animo e di accorgersi se c’è una connessione tra ciò che comunicano il viso e i gesti e ciò che comunica la voce. A dimostrarlo è stato un gruppo di psicologi dell’Università di Ginevra, che firmano un articolo pubblicato su “PloS One”. Studi precedenti affermano nel corso dei primi mesi di vita i bambini mostrano una preferenza via via più spiccata per i volti sorridenti e le voci gioiose, distinguendo fra le espressioni facciali che indicano felicità paura, tristezza o rabbia. Tuttavia, non era ancora chiaro se sono in grado di differenziare effettivamente quelle emozioni, oppure di discriminare solamente fra le caratteristiche fisiche dei volti e delle voci. Amaya Palama e colleghi hanno sottoposto a un test 24 bambini di sei mesi, esponendoli – in sedute temporalmente separate – prima a voci, poi a volti che esprimevano di volta in volta felicità, rabbia o uno stato emotivo neutro; nel caso dei volti, hanno usato la tecnica di tracciamento dello sguardo (eye-tracking) per valutare il tempo trascorso a osservare il viso o parti di esso. Successivamente, hanno presentato ai piccoli, voci e volti che esprimevano varie combinazioni di emozioni, per esempio un viso gioioso e una voce felice, un viso rabbioso e una voce contenta, e via discorrendo.Analizzando i dati ottenuti con l’eye tracking, i ricercatori hanno notato che quando voce e volto trasmettevano lo stesso messaggio emotivo, i tempi di osservazione del viso erano uguali. Al contrario, i piccoli trascorrevano più tempo a guardare un volto che esprimeva rabbia, fissando in particolare per più tempo la bocca, se in contemporanea o appena prima avevano sentito una voce che esprimeva felicità.

Questa maggiore attenzione visiva indica che notavano una incongruenza fra quanto espresso con la mimica e la voce. Il risultato suggerisce che i bambini hanno già in età molto precoce la capacità di stabilire un nesso fra le informazioni emotive veicolate dall’udito e quelle provenienti dalla vista, e che fanno entrambe riferimento a un’entità a sé stante, cioè l’emozione.
Da Le Scienze
La Redazione