• venerdì 22 giugno 2018

Il supermercato più bello del mondo

Ti piacerebbe un supermercato dove trovare prodotti bio, freschissimi, aperto 24 ore al giorno, e… miracolo, senza coda alle casse? Anzi senza casse del tutto, ti servi e porti a casa senza pagare un euro.

Esiste. Si chiama bosco e fa parte di una catena che può essere considerata la più grande al mondo nel campo dell’ ortofrutta. Per sua natura non ha insediamenti nei grandi centri urbani, ma appena fuori città ogni macchia verde può produrre una gran quantità di prodotti alimentari che possiamo, imparando a conoscerli, procacciarci senza difficoltà.

Parliamo delle erbe spontanee, dei fiori eduli, radici, bacche  e frutti selvatici, una risorsa alimentare trascurata ma davvero importante che, senza paura di esagerare, può offrire un potenziale di grande aiuto nei periodi di crisi.

La consuetudine  di ‘andar per erbe’ trova origine nella notte dei tempi ed è stata nei millenni una fondamentale risorsa alimentare e curativa. Fu nel 1767 che Ottaviano Targioni Tozzetti, elevò questa pratica a livello di vera e propria scienza sotto il nome di fitoalimurgia indicando con essa  la possibilità di potersi alimentare raccogliendo ciò che la natura ci offre spontaneamente. La sua utilità si protrae fino al recente dopoguerra offrendo  ai suoi adepti opportunità di sopravvivenza nei periodi di crisi dovuti a guerre o carestie.

Ai giorni nostri non abbiamo di certo bisogno di andare nel bosco per procacciarci il cibo e ci auguriamo vivamente che non ritornino tempi bui tanto da ricorrere alla fitoalimurgia per necessità di sopravvivenza. Tuttavia pur vivendo sotto l’impero degli ipermercati e della grande distribuzione la fitoalumurgia merita di essere rivalutata e può trovare la sua ragion d’essere per diversi motivi. Prima di tutto è un’occasione per un sano riequilibrio dell’uomo con la natura; la conoscenza delle erbe, la ricerca, la raccolta avvengono all’aria aperta, in luoghi tranquilli e rilassanti, dove possiamo esprimere a pieno il nostro bisogno di ‘staccare la spina’.

In cucina poi, possiamo sperimentare sapori nuovi, gusti dimenticati, possiamo riesumare le vecchie ricette della nonna che nella loro semplicità erano garanzia di piacere per il palato e di salute per l’apparato digerente.

Uguale importanza va data all’aspetto salutistico della fitoalimurgia, la pianta spontanea è una pianta sana, una pianta che è cresciuta nel luogo dove ha potuto trarre dal terreno tutte le sostanze necessarie al suo sviluppo, una pianta cresciuta in sintonia con l’ambiente circostante. Non è così per le piante coltivate che notoriamente per crescere come l’agricoltore desidera, in file ben squadrate come tanti soldatini allineati, hanno bisogno di una lavorazione fatta di concimi, anticrittogamici e talvolta di fitormoni. Per dirla in termini ascientifici la pianta coltivata cresce in cattività mentre la pianta spontanea viene su libera e felice e chissà che a tavola insieme ai nutrimenti non ci trasmetta anche un po’ di questa sua spensieratezza!

Alcune raccomandazioni importanti: quando facciamo la spesa nel bosco assicuriamoci di essere sufficientemente distanti da fattori inquinanti quali strade, insediamenti industriali o tralicci dell’alta tensione, laviamo comunque bene i prodotti raccolti poiché l’inquinamento insidia qualsiasi luogo, raccogliamo solo ciò che ben conosciamo, ci sono varietà di erbe o bacche tossiche per l’organismo che possono, se ne veniamo a contatto, portare a conseguenze anche molto gravi.

 

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