• sabato 23 marzo 2019

Ipertrofia prostatica

a cura della Lilt

 

Tra le patologie che riguardano la prostata, la più diffusa è sicuramente l’ipertrofia prostatica benigna o adenoma della prostata. Questo tipo di disturbo si presenta negli uomini a partire dai 50 anni. Infatti, con l’avanzare dell’età, la parte centrale della prostata tende a ingrossarsi fino a superare anche di 2-3 volte le misure ritenute normali.

Che cos’è l’iperplasia prostatica benigna?

L’iperplasia prostatica benigna, anche nota come adenoma prostatico o, in maniera inesatta, come “ipertrofia prostatica benigna”, è una condizione caratterizzata dall’aumento di volume della ghiandola prostatica. Capita a quasi tutti gli uomini con l’avanzare dell’età. La ghiandola prostatica circonda l’uretra, il canale tramite il quale l’urina fuoriesce dalla vescica. Quando la prostata si ingrandisce può bloccare o schiacciare parzialmente l’uretra e questo causa spesso problemi che si manifestano abitualmente con un aumento della frequenza della minzione durante la notte o con la sensazione di urgenza della minzione.

Quali sono le cause?

L’iperplasia prostatica benigna è molto probabilmente un evento da considerarsi normale nel processo di invecchiamento dell’uomo. Si ritiene sia causato da cambiamenti dell’equilibrio ormonale e da fattori di accrescimento delle cellule; anche i fattori genetici possono giocare un ruolo significativo. Quest’ultima affermazione è da considerarsi particolarmente vera per quegli uomini, di età inferiore ai 60 anni, che necessitano di un intervento chirurgico per risolvere questo tipo di problema. Gli uomini di età superiore ai 50anni hanno una maggiore possibilità di sviluppare l’iperplasia prostatica benigna, ma non si conosce ancora perchè alcuni uomini abbiano sintomi più severi di altri.

Quali sono i sintomi?

Parecchi uomini non presentano sintomi; quando i sintomi si presentano, noti come “sintomi delle basse vie urinarie”, possono andare da entità minime, quasi non degne di attenzione, a serie e dirompenti. La quantità di aumento della dimensione della prostata non sempre è correlata alla severità dei sin tomi; alcuni uomini,

che hanno anche solo un lieve ingrossamento, possono presentare sintomi seri, mentre altri con una prostata di grandi dimensioni, possono presentare pochi sintomi. Spesso i sintomi peggiorano nei mesi freddi o in seguito a stress fisici o emotivi. Alcuni farmaci possono alleviare la sintomatologia; sarà l’urologo che definirà, in base a sintomi e condizioni cliniche, i farmaci più appropriati. Si possono dividere i sintomi causati dall’iperplasia prostatica benigna in due grandi categorie:

Sintomi da svuotamento della vescica

  • Difficoltà ad iniziare la minzione (esitazione e sforzo)
  • Riduzione della potenza del getto (flusso debole)
  • Gocciolamento post minzionale
  • Sensazione di non avere la vescica completamente vuota
  • Urgenza alla minzione subito dopo aver urinato
  • Dolore durate la minzione (disuria)

Sintomi da vescica piena

  • Frequente minzione notturna (nicturia)
  • Frequente minzione
  • Improvvisa e incontrollabile urgenza alla minzione

Attenzione: questi sintomi non sono sempre correlati solo all’allargamento della prostata e possono essere causati da altre problematiche; di solito i sintomi da iperplasia prostatica benigna sono abbastanza equilibrati tra le due categorie di sintomi sopra menzionate. Se i sintomi sopraggiungono rapidamente o se ci sono

più di un tipo di sintomo che rientri in una categoria piuttosto che nell’altra (ovvero se non c’è equilibrio) è possibile essere dinnanzi ad altre cause che presentano sintomi simili:

Infezione del tratto urinario

  • Prostatite
  • Tumore della prostata
  • Cancro prostatico
  • Diabete
  • Problemi cardiaci
  • Problemi neurologici

Il consulto del proprio medico curante è certamente il primo passo da fare quando si presentano alcuni di questi sintomi; sarà poi lo specialista, appoggiato ad altre indagini, che potrà definire cause e terpie.

Quali sono i problemi sessuali connessi all’iperplasia prostatica benigna?

Con l’iperplasia prostatica benigna ci si potrebbe trovare a dover gestire problemi sessuali che non si erano verificati prima. Alcuni studi, infatti, hanno mostrato una connessione tra l’iperplasia prostatica benigna e la disfunzione erettile:

  • riduzione della libido
  • difficoltà a raggiungere l’erezione
  • diminuzione della soddisfazione sessuale

Oltre al problema della prostata altri elementi possono essere responsabili di questi cambiamenti, come la carenza di sonno o l’ansia, che si possono aggiungere all’ingrossamento della prostata, peggiorando i problemi sessuali ad esso connessi.

Cambiare gli stili di vita può migliorare l’ipertrofia prostatica e la disfunzione erettile?

Sia l’alimentazione che l’attività fisica possono essere validi alleati per evitare un peggioramento dei sintomi e per migliorare la propria condizione di salute. In questo senso è bene evitare il più possibile cibi che abbiano subito importanti processi di lavorazione e incrementare l’assunzione di cibo non trattato e poco lavorato. Salmone, trota e sgombro, ad esempio, contengono degli antinfiammatori naturali e sono molto ricchi di omega 3. Vegetali come broccoli, cavolo e cavolfiore, sono ottimi per la prostata.

Come gestire i timori connessi con le disfunzioni sessuali legati all’iperplasia prostatica benigna?

Innanzitutto è importante comunicare con la partner; si è spesso inclini a tenere per se stessi la preoccupazione, ma il comprendere la situazione e affrontare insieme il disagio o le difficoltà può migliorare la propria relazione e anche lo stato di salute. E’ comunque bene far sì di non fare di questo disagio la base delle vita quotidiana e pensarci continuamente; la cosa che più in assoluto può dare aiuto è rivolgersi ad uno specialista che può supportare con suggerimenti pratici o terapeutici per gestire al meglio la difficoltà e/o

la causa.

I farmaci per la disfunzione erettile possono essere assunti da tutti?

In realtà alcune persone non possono assumere farmaci che aiutano a risolvere la disfunzione erettile. Chi abbia una storia recente di problemi cardiaci, infarto, ipertensione non controllata o angina instabile, non dovrebbero assumere pillole per la disfunzione erettile.

I farmaci per l’iperplasia prostatica benigna possono portare a problemi sessuali?

Alcuni farmaci per trattare l’iperplasia prostatica benigna possono avere, tra gli effetti collaterali, alcuni problemi sessuali. Due tipi di pastiglie, in particolare gli Alfa Bloccanti e gli Inibitori della 5-alfa-reduttasi, che sono tradizionalmente usati per il trattamento dell’iperplasia prostatica benigna, possono avere degli effetti

collaterali che si presentano nell’ambito della sessualità.

Effetti collaterali dovuti agli Inibitori della 5-alfa-reduttasi:

  • disfunzione erettile
  • calo della libido
  • riduzione della quantità del liquido seminale

Effetti collaterali dovuti agli Alfa Bloccanti:

  • disfunzione erettile

Alcuni nuovi Alfa Bloccanti possono avere meno effetti collaterali nell’ambito della sessualità. Inoltre non possono essere assunti farmaci per la disfunzione erettile in caso di assunzione di Alfa Bloccanti tranne che su indicazione del medico curante.

Quali sono i trattamenti?

L’iperplasia prostatica benigna non può essere curata; pertanto i trattamenti sono focalizzati sulla riduzione dei sintomi e si basano su quanto severi sono i sintomi, quanto sono fastidiosi o in caso di ulteriori complicazioni. Il decidere di trattare l’iperplasia è fortemente influenzato da quanto i sintomi vengano considerati disturbanti dl paziente.

Trattamento iniziale

  • Sintomi di livello medio-basso possono essere trattati tramite un semplice cambiamento degli stili di vita; non serve assumere farmaci o intervenire chirurgicamente. Un check up periodico serve per assicurarsi che i sintomi non peggiorino.
  • Sintomi di livello moderato o severo possono essere trattati a seconda della quantità di fastidio arrecato; se i sintomi non incidono in modo particolare sulla qualità di vita, la tendenza è quella di tenere sotto controllo l’evoluzione o assumere farmaci. Se invece i sintomi sono particolarmente disturbanti può essere suggerito l’intervento chirurgico o l’intervento con trattamenti meno invasivi come l’ablazione trans uretrale con ago (una tecnica che usa basse frequenze radio per l’ablazione della prostata).
  • Complicazioni quali l’impossibilità a urinare, infezioni del tratto urinario, calcoli alla vescica, danni ai reni o la presenza di sangue nelle urine dovrebbero essere trattate con la chirurgia, che rappresenta comunque un trattamento possibile nel caso in cui i sintomi non possano essere controllati da altri trattamenti/terapie.
  • Non sforzare la minzione; tentare di rilassarsi quando si urina.
  • Distribuire l’introduzione di liquidi nell’intero arco della giornata; limitare l’assunzione di liquidi alla sera se si presenta nicturia (frequente minzione notturna).
  • Se possibile, evitare farmaci che possano peggiorare i sintomi.

Trattamento in itinere

  • Se i sintomi rimangono medi e non sono particolarmente disturbanti non dovrebbero essere necessari trattamenti aggiuntivi
  • Se i sintomi peggiorano è bene tenere in considerazione l’assunzione di farmaci o la chirurgia in base ai consigli del medico curante

Trattamento in caso di peggioramento

La necessità di intervenire chirurgicamente di presenta nel caso in cui si manifestino:

  • Impossibilità ad urinare
  • Ripetute infezioni del tratto urinario
  • Calcoli alla vescica o danni alla vescica
  • Presenza di sangue nelle urine che non migliora e che causa altri problemi quali coaguli che rendono difficile la minzione
  • Danni ai reni
  • Presenza di sintomi fastidiosi nonostante l’assunzione di farmaci o la presenza di altri trattamenti

Perché scegliere la chirurgia?

La scelta dipende dalle complicazioni e, in particolare, da quanto i sintomi incidono sulla qualità della vita. La chirurgia offre la migliore possibilità di miglioramento dei sintomi, per questo la decisione va sempre presa in accordo con il proprio medico di riferimento.