• venerdì 20 settembre 2019

La bussola della paura

Un bambino si nasconde gli occhi con le mani e guarda spaventato o turbato Il ragazzo è isolato su uno sfondo bianco per un concetto di paura o tristezza Archivio Fotografico - 30140905

Siamo abituati a pensare alla paura come a una nemica e a volerla scacciare dalla nostra vita. Non ne comprendiamo la funzione. Forse un tempo, quando l’uomo era cacciatore, questa poteva servire per proteggerlo dai pericoli della giungla. Ma adesso, che siamo al sicuro dalle bestie feroci, a che cosa ci serve? Ha ancora una qualche funzione riconoscibile? La risposta a questa domanda è assolutamente positiva. La paura ha una funzione importantissima. Non solo. Può essere una grande alleata se utilizzata in modo corretto. La paura ci dà informazioni. Ci informa che c’è un limite da superare, reale o percepito. Utilizzata con consapevolezza ci permette di affrontare quel limite, acquisendo le competenze materiali o psicologiche di cui abbiamo bisogno. La paura è un prezioso segnale: un segnale che ci indica la direzione della nostra evoluzione. Quando proviamo paura per qualcosa significa che è giunto il momento di ampliare la nostra libertà. Per superare la paura ci vuole la giusta dose di coraggio e di consapevolezza. Il coraggio di affrontare quella paura, la consapevolezza che, se non lo faremo, la paura prenderà il comando della nostra vita. E allora saranno guai.

Sentire ma non ascoltare

La paura va sentita ma non ascoltata.  Sentita perché è una bussola che ci indica il nostro prossimo passo evolutivo, non ascoltata perché non ci deve fermare. La paura ci dice che quella determinata esperienza è pericolosa, che ci conviene restare nella nostra morbida zona di comfort. Ci invita alla prudenza e a non rischiare il certo per l’incerto. Ma poi c’è anche la voce del coraggio. È una voce ferma, non tremula come quella della paura, una voce che non ammette repliche. È la voce della nostra forza interiore. L’obiettivo non è quindi quello di mettere a tacere totalmente la paura, ma di utilizzarla come alleata per la nostra evoluzione. Un’alleata che ci indica nuovi territori da conquistare per crescere e ampliare i nostri orizzonti. Quando sentiremo la paura e faremo prevalere il coraggio, allora, avremo imparato a impiegarla a nostro vantaggio. La paura, così gestita, è un’alleata del nostro potenziale. E della nostra auto-realizzazione. Impariamo dunque a guardarla dritta negli occhi. Perché è nell’affrontarla che potrà sprigionare il suo potenziale di libertà: la libertà dai nostri falsi limiti.

Da Convinzioni

La Redazione