Secondo uno studio americano questo tipo di regime alimentare non ha effetti negativi sullo stato d’animo, nonostante la possibile carenza di alcuni nutrienti. Antonella Sparsoli, Corriere della Sera.it


Fare il pieno di frutta e verdura e rinunciare a carne e pesce non comporta effetti negativi sull’umore. La buona notizia, che rassicura gli oltre sei milioni di italiani che seguono una dieta vegetariana, viene da uno studio Arizona State University pubblicato di recente sulla rivista Nutrition Journal.

Gli effetti sulla salute fisica della dieta vegetariana sono stati ampiamente studiati, mentre si sa meno sulle ricadute di questo tipo di regime alimentare sulla sfera emotiva. La dieta vegetariana comporta l’esclusione del pesce che rappresenta la fonte principale di alcuni acidi grassi della serie omega 3 (l’EPA o acido eicosapentaenoico e il DHA o acido docosaesaenoico) che hanno una funzione importante nel corretto funzionamento del cervello.

Alcuni studi osservazionali hanno evidenziato che chi segue un regime alimentare tradizionale (onnivoro), ma introduce basse quantità di questi omega 3 è più incline ad avere disturbi dell’umore. Che cosa succede se si è addirittura vegetariani e quindi potenzialmente esposti a una carenza di questi nutrienti?

A questa domanda hanno cercato di dare una risposta i ricercatori americani, analizzando gli effetti della dieta vegetariana sullo stato d’animo di 138 volontari. Ebbene i dati raccolti tramite questionari specifici mostrano che i vegetariani sono meno inclini a riportare emozioni negative rispetto agli onnivori.

«Gli studi sulle relazioni tra dieta e umore sono nettamente pregiudicati dal fatto che l’umore dipende dalla psiche – premette Andrea Ghiselli, ricercatore dell’Istituto nazionale Ricerca Alimenti e Nutrizione (INRAN) di Roma -.

Tendenzialmente un alimento che gratifica fa stare meglio: il vegetariano che rinuncia alla carne è felice della sua scelta e questo può influenzare positivamente il suo umore. Sono invece più scettico sull’effetto, positivo o negativo, di specifici alimenti sullo stato d’animo di una persona: le variabili in gioco sono moltissime ed è difficile evidenziare una correlazione specifica».

Ma è vero che la dieta vegetariana può esporre a delle carenze? «Dipende dal tipo di dieta – risponde Ghiselli -. Se accanto ai vegetali si consumano anche latticini e uova il rischio è pressoché assente, purché si facciano pasti equilibrati e vari. Nel caso della dieta vegana, in cui si rinuncia a qualunque alimento di origine animale, è invece molto facile andare in contro a carenze nutrizionali».

E che dire degli effetti della dieta vegetariana sulla salute? I vegetariani affermano che la loro dieta a base di vegetali è la più sana perché li rende più forti contro molte malattie, come il cancro, le malattie cardiovascolari, il diabete e il Parkinson, e affermano anche che chi segue questo tipo di alimentazione vive più a lungo.

In realtà le cose non stanno esattamente così, come precisa Ghiselli: «Diversamente da quanto molti vegetariani sostengono questo regime alimentare non è più salutare della dieta onnivora. Alcuni dati evidenziano un aumento della mortalità per alcuni tumori e malattie cardiovascolari in chi mangia carne rossa e salumi, ma altri studi evidenziano effetti protettivi della carne bianca. Questo per dire che, in generale, quella di seguire una dieta vegetariana dovrebbe essere un scelta più etica che salutistica».