Studiosi austriaci hanno verificato che le piantine coltivate in ambienti ad alte concentrazioni di ozono sviluppano fiori dagli allergeni più aggressivi. Il fenomeno spiegherebbe in parte la crescita delle “intolleranze stagionali”, un disturbo che colpisce dieci milioni di italiani. Repubblica.it

L’aumento delle allergie dipende anche dall’inquinamento. Un’elevata concentrazione di ozono e di smog contribuisce a far aumentare l’aggressività dei pollini. A rilevare questo legame è una ricerca dell’università di Vienna, coordinata da Rudolf Valenta, i cui esiti sono stati pubblicati sul Journal of Allergy Clinical Immunology.

Già in passato alcuni studi hanno dimostrato un’interazione tra smog e pollini aerotrasportati. Gli inquinanti si “agglomerano” sulla superficie del polline e favoriscono l’accelerazione del processo di attivazione dei granuli pollinici, innescando così la liberazione degli allergeni. Ma questa volta i ricercatori sono arrivati a una conclusione differente, non solo il polline diventa più aggressivo, ma è la pianta stessa a subire una trasformazione in questa direzione grazie a polveri sottili ed altri agenti inquinanti.

Per arrivare a tali risultati, gli austriaci hanno coltivato alcune piantine di segale in due modi diversi: una parte veniva esposta ad alte concentrazioni di ozono (79 parti per miliardo, una concentrazione pari a quella che “si respira” nei giorni più caldi a Vienna); mentre il campione di controllo cresceva a livelli di ozono standard. Una volta fiorite, i ricercatori ne hanno esaminato i pollini ed hanno trovato concentrazioni più alte di allergeni (la parte proteica del polline) nelle piantine cresciute all’aria inquinata.

Per verificare se questi pollini cresciuti in “cattività” fossero effettivamente più allergenici, gli studiosi hanno preso anticorpi dal sangue di pazienti allergici e li hanno messi a contatto coi pollini dei due gruppi di piantine. Gli anticorpi hanno reagito in modo più evidente (cioè si è avuta una reazione allergica più forte, benché in provetta) ai pollini delle piantine cresciute in ambienti ad alte concentrazioni di ozono.

Secondo gli autori, lo studio dimostra come gli effetti dello smog si ripercuotano sulla nostra salute in modi indiretti, spiegando in parte l’aumento delle allergie che si sta verificando negli ultimi anni. Secondo l’Istituto superiore di sanità, almeno il 20-25% della popolazione mondiale soffre di allergie. In Italia, invece, affligge 10 milioni di persone, dei quali la metà soffre di asma, patologia la cui diffusione negli ultimi 20 anni è cresciuta quasi del 100%.