E’ una pianta che, per le sue proprietà sia officinali che alimentari, considero la regina delle piante spontanee anche se spesso l’immagine collettiva che abbiamo di essa è quella di un’erbaccia di scarso valore dalla quale è meglio stare lontani soprattutto se si indossano pantaloncini corti. “Gettare alle ortiche ciò che non serve più” è un modo di dire che ben esprime la non meritata svalutazione di questa regina vegetale: l’ortica.

Urtica dioica è il suo nome scientifico, essa è ricca di oligoelementi e principi attivi che la rendono interessante per numerosi scopi, è un tonico, ricostituente, consigliata nei casi di anemia. E’ depurativa, antinfiammatoria, utilizzata nelle lozioni per capelli contro le calvizie.

In cucina la si può usare in minestre, frittate e risotti. La cottura elimina la fastidiosa caratteristica pungente di questa pianta. Se invece la si vuole consumare cruda, deponete le foglie e le punte giovani in un canovaccio e sfregate, in questo modo si eliminerà la peluria urticante e la pianta ormai innocua può essere consumata tagliando le foglie a strisce sottili usate come contorno, sulla pizza o in aggiunta alle insalate.

Durante la  bollitura i sali minerali contenuti nelle foglie vengono rilasciati nell’acqua, quindi è bene non buttare via l’acqua ma riutilizzarla per altre preparazioni ad esempio risotti o minestre, in modo che i preziosi oligoelementi che la pianta ci regala non vengono persi. Questa è una buona norma che vale anche per la maggior parte delle altre piante a foglia verde.

La ricetta della maga del bosco: sbollentare foglie di ortica e punte giovani, unirle a stracchino ottenendo una crema morbida, aggiungere un pizzico di cannella e un po’ di paprica, consumare come farcitura di piadine.

Se proprio non se ne può fare a meno aggiungere un po’ di sale ma non troppo. Il sale merita un discorso a sé, in questa sede ci limitiamo a dire che tradizionalmente è considerato uno dei tre nemici bianchi della salute. Limitiamone il consumo e il nostro sistema cardiovascolare ci ringrazierà.

Sono numerosi anche i suoi utilizzi in ambito non culinario. L’acqua di macerazione del fusto è un ottimo fertilizzante e antiparassitario naturale per le altre piante.

Dall’ortica si ricava una fibra tessile simile al lino per il confezionamento di abiti con buone caratteristiche antistatiche, traspiranti e termoregolatrici; trovate indumenti in fibra di ortica in alcuni negozi specializzati nelle grandi città.

L’ortica la ritroviamo inoltre nella cultura e nel folclore locale. I miserabili di Victor Hugo documentano l’uso dell’ortica come foraggio, fibra tessile, tintura.

A Montecastrilli (TR) a fine maggio si svolge la Festa di Santa Rita, in questa occasione viene aperta nelle ore serali la Taverna del Curato con le specialità locali come le ciriole all’ortica,

Tradizionalmente i dolci, erano fatti apposta per addolcire ogni giorno futuro, quanti buoni auspici se cucinati la sera del 31 dicembre! Gustare una focaccia d’ortica il primo giorno dell’anno prometteva salute e prosperità.

 

Sergio Forno – 25 maggio 2018