Mi fermo un momento a guardare

Non correre. Fermati. E guarda.
Guarda con un solo colpo dell’occhio
la formica vicino alla ruota dell’auto veloce
che trascina adagio adagio un chicco di pane
e così cura paziente il suo inverno.

Guarda. Fermati. Non correre.
Tira il freno alza il pedale
abbassa la serranda dell’inferno.
Guarda nel campo fra il grano
lento e bianco il fumo di un camino
con la vecchia casa vicina al grande noce.

Non correre veloce. Guarda ancora.
Almeno per un momento.
Guarda il bambino che passa tenendo la madre per mano
il colore dei muri delle case
le nuvole in un cielo solitario e saggio
le ragazze che transitano in un raggio di sole
il volto con le vene di mille anni
di una donna o di un uomo venuti come Ulisse dal mare.

Fermati. Per un momento. Prima di andare.
Ascoltiamo le grida d’amore
o le grida d’aiuto
il tempo trascinato nella polvere del mondo
se ti fermi e ascolti non sarai mai perduto.

 

 

Roberto Roversi (Bologna, 28 gennaio 1923 – Bologna, 14 settembre 2012) è stato uno scrittore, poeta, giornalista e libraio italiano, in gioventù partigiano, dal 1948 al 2006 gestì la libreria Palmaverde di Bologna Alcuni versi del poeta sono diventati testi di canzoni, messe in musica ed eseguite da artisti come gli Stadio e soprattutto da Lucio Dalla, con cui, negli anni settanta, intraprese un vero sodalizo artistico che diede vita a tre album discografici, ad uno spettacolo teatrale e ad un quarto album, inciso verso la fine degli anni novanta.