Piangi pure     di Lidia Ravera

Edit.: Bompiani, pag. 248 , anno 2013 , € 18

 

 

Iris De Santis vive a Roma, ai Parioli, all’ultimo piano di una casa borghese. Ha 79 anni, ha appena venduto la nuda proprietà dell’appartamento a una coppia di trentenni adolescenti e ha deciso di rimettersi a scrivere per ripercorrere il suo passato recente. La sua vita è da tempo molto solitaria; l’unica persona con cui Iris ha un rapporto costante, benché superficiale, è il dottor Carlo, lo psicoanalista che lavora al piano terra e che la invita quotidianamente a prendere il caffè. Un giorno, però, Carlo scompare all’improvviso: Iris sospetta una fuga d’amore, ma quando torna scopre che era in ospedale. Iris a quel punto si rende conto di essere innamorata di C. e come tutte le innamorate si sente piena di energie, di idee, di voglia di fare e di osare e pronta a vivere una nuova avventura.

 Da un post su Internet

Accettare la propria condizione e la propria storia, vivere intensamente prima della fine, sorridere di sè e delle proprie debolezze… sono solo alcuni dei temi del romanzo di Lidia Ravera, scritto con delicatezza, disincanto e malinconia.
Tre sono le donne protagoniste, le tre generazioni della famiglia: Iris, Alice la figlia, Melina la nipote. Donne difficili e apparentemente normali e semplici: la storia familiare che le insegue e le conduce per mano nella vita di oggi.
Su tutte risplende Iris, 79 anni, madre, nonna, fondamentalmente donna, mai arresa sempre aperta alla vita, autoironica, assolutamente priva di qualsiasi cenno di commiserazione verso la propria età. Innamorata senza paura. Coraggiosa fino alla spericolatezza: gioca con la vecchiaia come un funambolo…
Accanto a lei Carlo, uomo “terminale”, psicoterapeuta, amico, amante.
Fa sperare, la storia di Iris, ci invade il cuore, ci dice che nulla può ostacolare il senso profondo della vita e dei sentimenti, men che meno l’età, la vecchiaia.
Cammina dritto, abbi cura di te, del tuo aspetto, non aver paura delle emozioni, ama chi vuoi amare anche se è difficile essere compresi, piangi se ti serve.. questo ci dice la storia di Iris. Grazie all’autrice, grazie per la speranza…

 

 

 

 



 

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