E’ allarme per le farmacie online. L’indagine di Altroconsumo e Università di Brescia sul “generico” a base di fluoxetina rivela tutti i pericoli connessi allo shopping medicinale sul web: a parte i costi maggiori, l’analisi chimica sui prodotti acquistati accerta falsificazioni, dosaggi sbagliati e additivi cancerogeni. Laura Bonasera, Repubblica.it

 

 

Comodo, economico, pratico. E soprattutto senza prescrizione medica. Per questo, l’online batte la realtà. Ma l’acquisto di un farmaco in una farmacia virtuale nel 96% dei casi, o meglio, dei siti internet, è illegale e rischioso. La sirena d’allarme aveva già suonato quando l’Ue ha presentato la ricerca Fake medicines: a global issue (False medicine, un problema globale).

Ora una nuova indagine condotta da Altroconsumo (associazione italiana per la tutela e difesa dei consumatori 2) in collaborazione con il “Q-tech Research and study Centre” dell’Università degli studi di Brescia, riaccende i riflettori sul fenomeno e mette in guardia su un  fenomeno che nasceva con i lifestyle come viagra, ormoni anabolizzanti o anoressizzanti per dimagrire, e ora si espande, arrivando fino ai farmaci salvavita. Patologie cardiache e oncologiche comprese.

L’inchiesta, a metà tra giornalismo e scienza, è basata sull’acquisto e l’analisi successiva di un solo farmaco generico. Quello a base di fluoxetina, principio attivo del Prozac. Un antidepressivo che, agendo prepotentemente sul sistema nervoso centrale, necessita della somministrazione monitorata del medico e della prescrizione per l’acquisto.     

Sul motore di ricerca Google, ad esempio, secondo l’indagine, sono stati 98 i siti di farmacie online che hanno immediatamente palesato disponibilità alla vendita. Di questi, però, 34 sono stati subito scartati dai ricercatori. Erano doppioni, cloni, o addirittura siti “fantasma”, scomparsi cioè dalla rete dopo qualche giorno. L’acquisto con carta prepagata è stato tentato, quindi, in 64 farmacie del web.

L’acquisto è riuscito in 19 casi. E con successo, ovvero con reperimento del farmaco a un indirizzo di casella postale, solo in 13. Tra questi, si evidenziano anche un caso di doppio rinvio e uno di fermo in dogana.

Oltre ai rischi, acquistare un farmaco online risulta essere spesso una perdita di tempo e denaro. Nel 31% dei casi, infatti, dopo l’acquisto e il pagamento il farmaco non viene recapitato. E non sono previste modalità di rimborso. Il prezzo-affare, fra l’altro, che potrebbe tentare all’acquisto, molto spesso – secondo l’indagine – è un prezzo “civetta” dato che per una pillola che in farmacia costa 30 centesimi si arriva a pagare online anche 1 euro e 70 centesimi con le spese di spedizione.

Se la maggior parte dei siti ha solo la versione in inglese, chi ha anche quella italiana, come Eurodrugstore.eu, mostra un’altra contraddizione: nella prima, è richiesta la prescrizione medica, nella seconda no. Sul sito Valuepharmaceuticals.com, invece, la prescrizione è un requisito necessario. Ma per avere il via libera all’acquisto è sufficiente dichiarare che la prescrizione verrà inviata in seguito.  

I 13 pacchi comprati con successo sono arrivati a destinazione con una media di 30 giorni di tempo dalla data dell’ordine. I ricercatori di Altroconsumo li hanno aperti in una cappa sterile, in modo da evitare contaminazioni con l’ambiente esterno per non alterare o condizionare il prodotto. Poi si è passati alle analisi microbiologiche e chimiche.

Cos’è arrivato a casa in sostanza? Farmaci scadenti se non addirittura falsi o contraffatti, con dosaggi sballati, sostanze tossiche o contaminate, confezioni con date di scadenza false. In sette casi, infatti, è stata attestata la presenza di impurezze oltre che di livelli più alti, rispetto al generico acquistato in farmacia, di metalli.

Quantità che, seppur nei limiti della norma, variano pericolosamente da pillola a pillola. Ma è con le tracce di solventi, possibili fattori cancerogeni, rinvenute in ben otto farmaci su 13, che la soglia di allarme si fa più bassa.

Cinque campioni presentano stirene, tre il cloroformio. Sostanze che nel farmaco generico acquistato in farmacia sono del tutto assenti. In due dei farmaci acquistati online, invece, la presenza del principio attivo è risultata inferiore al 10% rispetto al contenuto dichiarato sulla confezione.

Gli autori sottolineano, inoltre, come disomogeneo il comportamento tenuto dalla dogana sia “un’ evidente conseguenza di un vuoto normativo”. Zero garanzie, insomma, per l’acquisto di farmaci online. E il rischio di pagare un prezzo alto in salute, oltre che in denaro, è altissimo. Se si tratta di farmaci, conclude l’indagine, è meglio evitare lo shopping online.

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