Gli OGR – Organismi Geneticamente Ricodificati – rappresentano la più recente conquista dell’ingegneria genetica.  Torinoscienza

 

 

Tutti sappiamo cosa sono gli OGM, gli Organismi Geneticamente Modificati, ancora oggi al centro di accese discussioni. Ma gli OGR cosa sono? Gli Organismi Geneticamente Ricodificati sono la nuova frontiera dell’ingegneria genetica, che fa un grosso passo in avanti grazie al lavoro di un’équipe di scienziati della Yale University e di altri istituti di ricerca statunitensi.

Per la prima volta al mondo, gli scienziati sono riusciti a creare un organismo con un codice genetico completamente nuovo, o alternativo. Il lavoro, pubblicato sulla rivista  Science, sarà il nuovo argomento al centro delle discussioni della comunità scientifica, che farà dimenticare per un attimo i tanto discussi OGM.

Il nuovo metodo elaborato consiste in una riscrittura, in misura estremamente ridotta, del linguaggio cellulare preesistente, come se, paragonando un organismo vivente a un computer, si operasse la programmazione di un nuovo sistema operativo anzichè l’aggiunta di un nuovo software prevista dalla genetica “tradizionale”.

Il team di scienziati ha definito questo procedimento “ricodifica del codice genetico” e i prodotti della ricodifica sono appunto gli “organismi geneticamente ricodificati (OGR)” classificabili come un sottogruppo degli OGM.

I ricercatori hanno lavorato sull’Escherichia coli, usato comunemente come batterio modello, cambiandone circa 321 singoli nucleotidi – i “mattoncini” che costituiscono il Dna- rendendo il batterio estremamente più resistente ai virus.

Infatti, il team di Yale ha provato a infettare il batterio ricodificato con due virus e solo uno dei due ci è riuscito ma con grande difficoltà: secondo gli scienziati, un’ulteriore ricodifica potrebbe rendere l’Escherichia coli ancora più illeggibile e quindi ancora più resistente a diversi tipi di virus.

In un altro esperimento, invece sono stati aggiunti all’ Escherichia coli i geni per sintetizzare una proteina del tutto nuova. In natura, tutte le proteine sono composte da diverse combinazioni di 20 amminoacidi.

Per anni gli scienziati hanno lavorato per creare i cosiddetti amminoacidi non naturali  ma il processo non è ancora stato perfezionato. L’ Escherichia coli ricodificato, invece, è riuscito a sintetizzare in modo efficiente un 21° amminoacido, rimuovendo i processi che finora interferivano con la produzione di amminoacidi non naturali.

Questa novità nel campo dell’ingegneria genetica sarà estremamente utile nella produzione dei cosiddetti batteri bioingegnerizzati, che producono biocarburanti o riducono l’inquinamento.

Inoltre, il processo sarebbe più sicuro rispetto a quello tradizionale perché i geni ricodificati non sono codificabili da altre cellule, e dunque le probabilità che sfuggano al controllo degli scienziati sono praticamente nulle.

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