La morte è il grande tabù dell’uomo ma, come insegnano gli antichi, è anche l’unica certezza della vita

 

Sono vivo, ed è solo l’inizio     Laura Campanello

Mursia Edit, pag 276, 2013,  € 17.00

 

La società contemporanea prova imbarazzo e fatica a stringersi intorno a chi soffre e non ha più linguaggi per esprimere il dolore, in ogni sua forma, e dargli un senso, mentre la medicina continua a voler guarire il malato spesso senza riuscire a prendersi veramente cura di lui. In questo libro, l’autrice propone un percorso di riflessione filosofico sul senso del vivere e del morire che vale sia come proposta educativa e formativa, sia come possibilità di presa in carico di sé e di chi soffre. Lo scopo è esercitarsi a pensare il limite e partire da questo per trasformare la propria vita, perché la felicità possa diventare una condizione duratura, uno stile di vita, e non solo il risultato fortunato e fortuito della mancanza momentanea di dolore.

 

Laura Campanello

laureata in Filosofia, è specializzata in Pratiche Filosofiche con Romano Màdera. Docente di Philo, è analista biografica a orientamento filosofico (Abof) e consulente pedagogica all’Hospice V. Floriani dell’ Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e alla RsA Villa dei Cedri di Merate (reparto SLA e stati vegetativi). Collabora con la Società Italiana di Cure Palliative specie sui temi della Spiritualità. Privatamente opera a Milano e a Olgiate M. Ha scritto anche Non ci lasceremo mai? L’esercizio filosofico della morte tra autobiografia e filosofia (Unicopli, 2005)

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