• lunedì 14 ottobre 2019

Sportello antipanico

TUMORE AL SENO: ATTENZIONE AI PRIMI SINTOMI

 

 

Alla diagnosi di tumore al seno ci si sente spaventate e confuse. Sono molti i dubbi sul presente e sul futuro che improvvisamente si presentano. Qui trovate le risposte ad alcune delle domande più frequenti

 

 

Dovrò fare la chemioterapia?

Non è detto. La chemioterapia è di solito indicata nei tumori che crescono velocemente e che non hanno recettori per gli ormoni. In molti casi di tumore al seno, quindi, non si usa la chemioterapia.

Mi asporteranno il seno?

Di solito no, da molti anni ormai si sa che non è vero che “più tagli più curi”, come si credeva in passato e l’asportazione del seno viene oggi usata meno che una volta su tre. Di solito la ragione non è la gravità del tumore ma il modo con cui si presenta (ci sono tumori che compaiono contemporaneamente in più punti della stessa mammella), oppure il rapporto di volume tra tumore e seno: un tumore anche non grande ma in una mammella molto piccola può far decidere per una mastectomia sotto pelle e inserimento di protesi.

Qual è la sopravvivenza?

In media sopra l’85%, ma ci sono tanti tipi diversi di tumore al seno. Per alcuni la sopravvivenza è quasi del 99% per altri è molto più bassa, perché sono più aggressivi. È importante farsi spiegare bene quale tipo di tumore si ha di fronte per poi comprendere altrettanto bene il livello di rischio.

Perderò i capelli a causa delle cure?

Se le cure comprendono la chemioterapia sì, altrimenti no.

Potrò avere ancora dei figli?

Dipende dall’età più che dalle cure. In donne giovani e fertili nessuna cura può causare una sterilità permanente. In donne non più giovanissime potrebbe essere più difficile tornare ad essere sufficientemente fertili. Meglio allora parlarne subito col medico per capire insieme se è possibile preservare la fertilità.

Potrò ancora allattare?

Di solito sì, a meno che venga eseguita l’operazione di mastectomia sottocutanea che prevede l’asportazione di tutta la ghiandola e impedisce la produzione di latte.

Cosa significa tumore responsivo agli ormoni femminili?

È un tumore che ha sulla superficie delle proprie cellule dei recettori per gli ormoni. I recettori sono come delle prese elettriche: se si infila una spina (l’ormone) passa corrente (segnale che arriva al DNA e fa duplicare la cellula). In questi casi si danno farmaci che bloccano i recettori per gli ormoni in modo che il tumore non sia più stimolato a crescere e nutrito. Per esempio, “tumore con i recettori ormonali positivi al 95%” vuol dire che le cellule del tumore hanno sulla loro superficie moltissimi “sensori” per gli estrogeni circolanti. Il dato 95% è infatti un valore alto per la popolazione cellulare tumorale (la scala va da 0 a 100). Una positività così elevata significa una potenziale forte risposta alla terapia anti-ormonale che viene prescritta per questo tipo di tumori.

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Alberto Costa è chirurgo senologo e Segretario generale della Scuola Europea di Oncologia; Corrado Tinterri è chirurgo senologo e direttore della Breast Unit dell’Humanitas Cancer Center di Rozzano (Milano).

Da La Repubbica 16.1.19

ALBERTO COSTA E CORRADO TINTERRI

La Redazione