Che questa arte marziale “light”, fatta tutta di movimenti lenti e morbidi, abbia grandi potenzialità terapeutiche per la terza età, è emerso dalle linee guida delle Società geriatriche americana e britannica. Paola Scaccabarozzi, Donna

 

Che questa arte marziale “light”, fatta tutta di movimenti lenti e morbidi, abbia grandi potenzialità terapeutiche per la terza età, è emerso dalle linee guida che le Società geriatriche americana e britannica hanno pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society.

“Risultato da non sottovalutare”, spiega Marco Stramba-Badiale, direttore del dipartimento Geriatrico Cardiovascolare dell’IRCCS, Istituto Auxologico Italiano di Milano, perché “ogni anno, in Italia, il 30% degli anziani deve far fronte a una caduta che, nel 10% dei casi, comporta fratture al femore o trauma cranici più o meno importanti”.

Cadute che costituiscono ormai una delle prime cause di invalidità nei paesi più ricchi (quelli in cui la popolazione anziana è destinata a un progressivo e costante aumento).

“Ci sono fattori predisponenti – prosegue il geriatra – che rendono l’anziano più suscettibile a questi incidenti, frequenti sia tra le mura domestiche sia nelle strutture di ricovero. Si tratta di disturbi dell’equilibrio, della vista, o legati alla presenza stessa dell’osteoporosi.

Altre volte sono invece problemi cognitivi, come la demenza senile, a incrementare la possibilità di caduta”. E il tai chi può aiutare in questo i nostri anziani? “Sì, lo sostengono numerosi studi che nel corso degli anni hanno coinvolto più di 2.500 pazienti.

Con il tai chi diminuisce significativamente il rischio di caduta. Anche le conseguenze delle cadute sarebbero meno gravi, perché la disciplina aiuta chi soffre di osteoporosi, rendendo l’ossatura più forte.

E l’esercizio fisico gioverebbe molto anche alla muscolatura”. Perché non una tradizionale ginnastica dolce, ma proprio il tai chi? “Perché ha almeno due vantaggi in più: rafforza il senso dell’equilibrio e ha un buon impatto sull’umore, considerata la matrice filosofica da cui deriva.

L’importante è che venga eseguito in gruppo, con la guida di un valido istruttore, e sono già numerose le palestre in Italia in cui si pratica. Ovviamente ogni tipo di attività fisica, purché tarata sulle caratteristiche tipiche della terza età, porta benefici”.

Hai bisogno di aiuto? AVVIA