“Un frate-poeta impegnato come Padre David Turoldo è l’incarnazione di una curiosa e imbarazzante analogia fra ricerca di poesia e ricerca di Dio. Ambedue centrate e sovente fondate sul dubbio  e la ricerca affannosa nel buio. Un gioco che può diventare vitale e da cui non si potrà sfuggire: ti irretisce, ti obbliga a correre, a socializzare, a patire. Praticare la poesia è immergersi nel dubbio, poiché solo chi forza la mente sul dubbio può sperare di intravvedere qualche sprazzo di luce. Proprio come, rivelano gli asceti, accade a coloro che consumano la vita sgretolando il dubbio che li separa da Dio e dal Suo amore.

Proprio come ha fatto David Maria Turoldo, che ha saputo coniugare le due ricerche, barcollando fra i precipizi del dubbio e gli accecamenti delle vette raggiunte. David, che ha saputo concludere le sue ricerche con dodici parole scabre e essenziali:

 “La vita che mi hai ridato ora te la rendo nel canto.”

 Friulano, nato nel 1916, è morto di cancro a Milano nel 1992. Durante la Resistenza dette vita a un giornale clandestino dal titolo rivelatore: “L’Uomo”. Operatore culturale, dopo una lunga esperienza a Milano, visse a Sotto il Monte nel Priorato di Sant’Egidio, dove diresse il Centro di Studi Ecumenici dedicato a Giovanni XXIII. I titoli delle sue opere, che raccomandiamo, sono anch’essi rivelatori di una ricerca forte che impegna la vita: “Anche Dio è infelice” , “Tempo dello Spirito”, “Da una casa di fango”, ” Canti ultimi”

“Tu non sai … quanto è beata la gratuità,
il non appartenersi
ed essere solo
ed essere di tutti,
e nessuno lo sa o ti crede.”
 
                                      David Maria Turoldo