• martedì 18 dicembre 2018

Tumore al pancreas, operativo al Gemelli il Pancreatic Advanced Research Center

 

 

Ricerca di base e applicata al letto del paziente per sconfiggere neoplasie ancora oggi poco guaribili, come il tumore al pancreas, in un ambito di frontiera nel panorama scientifico nazionale e internazionale: è il cuore dell’attività del “Gemelli Pancreatic Advanced Research Center” operativo da pochi giorni presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, e la cui direzione viene assunta dal professor Giovanni Battista Doglietto. La struttura, che si avvarrà degli ambulatori del Centro malattie dell’apparato digerente (Cemad), punta a promuovere e svolgere anche attività scientifiche, di base e applicate. Dal 15 novembre, Giornata mondiale per la lotta al tumore al pancreas, andrà in onda su ‘Doctor’s Life’ – canale 440 di Sky – un reportage sul centro con interviste e immagini inedite.

“Le competenze ci sono già tutte in questo ospedale – ha spiegato Doglietto – l’importante è metterle insieme e fare squadra. Se questa ‘gioca’ bene a vincere il malato”.

Il fulcro del Gemelli Pancreatic Advanced Research Center è la multidisciplinarietà, saranno infatti oltre 10 le specialità mediche che si occuperanno del paziente a 360 gradi. Dalla presa in carico, alla cura, ai controlli post operatori. Il tumore del pancreas fa ancora paura: nel 2018 la stima è di 13.300 nuovi casi, cioè più di mille al mese in Italia. Le stime sulla sopravvivenza purtroppo sono ancora quelle di qualche anno fa: a 5 anni dalla diagnosi il dato è di circa l’8% e a 10 anni del 3%. Per sfidare il tumore sul campo della ricerca la Fondazione Policlinico Universitario Gemelli Irccs ha riportato a Roma un fuoriclasse, Giampaolo Tortora, luminare della terapia per il cancro del pancreas con farmaci chemioterapici e con nuovi farmaci in sperimentazione, nonché studioso dei meccanismi biomolecolari della crescita tumorale.

“All’orizzonte c’è la possibilità di applicare le conoscenze biomolecolari che stiamo acquisendo con la ricerca di laboratorio – ricorda Tortora, direttore dell’Uoc di Oncologia medica del Gemelli -. Tradotto nella pratica clinica, significa capire come le alterazioni molecolari presenti in diversi tumori del pancreas, perché va ricordato che non sono tutti uguali, possono essere colpite da farmaci che in alcuni casi abbiamo già e in altri casi si stanno sviluppando. Questo consentirebbe di personalizzare la cura per i nostri pazienti”.

La principale forza del centro dunque la multidisciplinarietà, più specialisti lavorano di concerto per assicurare il meglio dell’assistenza ad ogni singolo paziente. Per farlo ogni lunedì si riunisce il board multidisciplinare: il gastroenterologo, l’endoscopista, il radiologo, il chirurgo, l’oncologo, il radioterapista e i patologi analizzano i casi clinici per elaborare la giusta strategia. Una medicina personalizzata che guarda al bene del paziente.

“Una decisione presa collegialmente – ha affermato Sergio Alfieri, professore ordinario di Chirurgia generale all’università Cattolica – è per il paziente l’assicurazione che su di lui si è ragionato e c’è un terapia personalizzata”.

Secondo Antonio Gasbarrini, direttore Area gastroenterologia e oncologia medica del Gemelli, “sappiamo in particolare che le patologie infiammatorie o neoplastiche del pancreas sono difficili, complesse, e solamente centri super specializzati e dedicati possono dare buoni risultati”. Quest’anno il Nobel è andato ai ‘papà’ dell’immunoterapia. Per i tumori, non solo del pancreas, siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione sognata dagli oncologi molto tempo fa. “Bisogna mettersi – ha concluso Doglietto – insieme e trovare nel singolo caso la terapia migliore per il malato in questo momento”.

Da Il Sole 24Ore 12.11.18

La Redazione