Una dieta ricca di polifenoli  favorisce una riduzione del tasso di mortalità nella popolazione anziana. Da Torinoscienza    

 

La notizia, di per sé, non è nuova. Ma a confermare il riscontro, questa volta, è la modalità con cui è stato condotto lo studio. La dieta, infatti, non è stata analizzata monitorando la quantità di polifenoli ingeriti, ma attraverso la misurazione di alcuni biomarker nelle urine in grado di indicare con precisione la quota di polifenoli metabolizzata e dunque efficace.

Quando si parla di antiossidanti, ci si riferisce principalmente ai polifenoli. Si tratta di molecole di origine naturale presenti nei vegetali, con una funzione difensiva: rispetto ai batteri, ai parassiti e alla radiazioni ultraviolette. A partire dalla fine degli anni ’90, però, le potenzialità dei polifenoli sono state estese anche all’uomo. Oggi, infatti, si sa che una dieta ricca in frutta e verdura ha un effetto protettivo soprattutto sulle malattie cardiovascolari, ma anche rispetto ai tumori e alle patologie neurodegenerative.

Dove si trovano i polifenoli?  Premesso che la categoria racchiude una serie di composti, più o meno efficaci, si possono assumere attraverso: le fragole, il the verde, i mirtilli, l’uvetta, le mele, la cipolla, etc.     Cinque porzioni al giorno, variando i colori degli alimenti, hanno un effetto protettivo sulla salute. Ma più dei polifenoli, dotati di una bassa biodisponibilità, sono i loro metaboliti a svolgere un effetto preventivo.

Per questo è importante capire cosa accade a queste molecole durante la digestione.

Secondo lo studio, firmato anche dai medici italiani Antonio Cherubini e Stefania Bandinelli, un adeguato apporto di polifenoli – misurato attraverso la compilazione di questionari e rilevato tramite l’escrezione urinaria di specifici marcatori – è alleato della longevità ed è correlato a una riduzione del tasso di mortalità negli anziani.

Sono stati osservati 1155 soggetti con follow-up di 12 anni. Le malattie indagate: problemi cardiovascolari, diabete, tumori, demenza senile, morbo di Parkinson, bronco-pneumopatia-cronico-ostruttiva. È emerso che un elevato consumo di polifenoli riduce del 30% il tasso di mortalità relativo a tutte le patologie. I meccanismi non sono ancora chiari, ma è  probabile che i risultati siano spiegabili attraverso l’effetto protettivo garantito dai polifenoli rispetto all’apparato cardiovascolare e ai tumori, principali cause di morte nei pazienti over 65.

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