• sabato 24 agosto 2019

Una molecola “ubriaca” le cellule malate e le elimina

Sperimentata dai ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano sul cancro tiroide: le cellule “bevono” fino a scoppiare. Repubblica.it

 

 

Uccidere le cellule tumorali “ubriacandole”: è quello che hanno ideato i ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che hanno presentato un apposito studio al congresso mondiale dell’European Association for Cancer Research, in corso a Monaco. In particolare, gli esperti hanno usato una molecola che intossica le cellule del tumore della tiroide e le costringe a ‘bere’ liquidi fino a scoppiare, letteralmente.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Oncotarget, è stata condotta dal gruppo di scienziati guidati da Maria Grazia Borrello dell’Unità meccanismi molecolari del Dipartimento di oncologia sperimentale e medicina molecolare, ed è stata finanziata dall’Associazione italiana ricerca sul cancro.

Gli scienziati hanno scoperto che la molecola chiamata ‘miR-199a-3p’, che in genere è presente a bassi livelli nel carcinoma della tiroide, se viene reintrodotta è in grado di intossicare le cellule tumorali. “La sua produzione – dicono i ricercatori – porta le cellule del tumore a riempirsi di liquido extracellulare fino a scoppiare, causando una morte in massa di queste cellule”.

“Questo risultato – spiega Maria Grazia Borrello – è d’interesse sia per i pazienti con carcinoma papillare della tiroide, sia in generale per terapie antitumorali innovative. Il carcinoma papillare della tiroide è in costante crescita e sebbene generalmente sia associato a una buona prognosi dovuta alla risposta positiva ai trattamenti chirurgici o con radioterapia, il 10% dei casi presenta una malattia progressiva e resistente alle terapie tradizionali.

La molecola miR-199a-3p rappresenta quindi una potenziale strategia terapeutica. Inoltre, essendo le cellule tumorali frequentemente resistenti all’apoptosi, e cioè alla morte programmata delle cellule, l’identificazione di un meccanismo alternativo per indurne questa morte è di sicuro interesse anche per altre patologie tumorali”.

“Recentemente – sottolinea il direttore scientifico dell’Istituto dei tumori, Marco Pierotti – sulla rivista Cell è stata data nuova evidenza all’argomento, in quanto è stato identificato un composto, Vacquinol-1, in grado di indurre morte per metuosi in cellule di glioblastoma.

La scoperta del gruppo di Maria Grazia Borrello si inserisce in questo nuovo campo di ricerca – conclude – cui contribuisce identificando per la prima volta nel carcinoma papillare tiroideo questo nuovo MicroRNA tra i meccanismi di induzione della metuosi”, ovvero del bere fino ad essere intossicati.