Versi di Olaf  H. Hauge

***

Sul mio cuore, poesia, cammina lentamente,

lenta come l’erica delle paludi,

come un uccello plana sul ghiaccio notturno.

Se frangi la crosta di questa mia pena

Potresti annegare, poesia.

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No, non dirmi l’intera verità:

non posso dissetarmi con il mare;

né voglio l’intero cielo se mi serve luce:

dammi solo un riverbero, la rugiada, un raggio

nel pulviscolo, come un uccello porta

qualche goccia d’acqua, come il vento

un granello di sale.

Olaf Hauge, norvegese, è morto nel 1994.

Di salute malferma, è vissuto sempre nella casa paterna; profondo studioso di Shelley e Tennyson, ammiratore della poesia di Paul Celan e Salvatore Quasimodo.

Già vecchio, ha incontrato una donna che ha saputo rasserenare i suoi giorni.

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