IO, IO.  CHI MAI SARO’ IO ?

M’accostai al letto immerso nella penombra. L’uomo che intravvidi disteso era immobile, neppure si volse per veder il nuovo arrivato. Non mi meravigliai, poiché la famiglia mi aveva preavvertito: “… non ama i convenevoli, parla di sé soltanto in terza persona. È in profonda crisi d’identità. La malattia l’ha prostrato.”
Gli presi la mano e me ne stetti zitto, in attesa. Dopo un po’, volse gli occhi verso me e bisbigliò qualche parola.