Articolo: Il contatto con la natura migliora salute e benessere

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Più della metà della popolazione mondiale, circa il 55%, risiede nelle metropoli ed il trend, come avvenuto negli ultimi decenni, è destinato ad andare avanti: le previsioni, infatti stimano che oltre il 70% della popolazione mondiale risiederà in aree urbane entro il 2050.
Eppure, molti studi sottolineano che passare del tempo a contatto con la natura aumenti il benessere psicofisico delle persone.
Uno studio pubblicato su “Scientific Reports” da Mathew White (Università di Exeter, UK) e colleghi che ha visto la collaborazione di istituti britannici e svedesi sottolinea come due ore alla settimana immersi nel verde siano sufficienti a cambiare lo stato di salute e il benessere della persona.
Entriamo nei dettagli della ricerca: gli autori hanno condotto un’indagine demoscopica che ha coinvolto un campione di 20.000 adulti del Regno Unito focalizzata sul tempo passato abitualmente da ciascuno in contesti naturali, come boschi o campi. I dati hanno mostrato che la soglia delle due ore settimanali passate nel verde è correlata ad una percezione soggettiva di salute o di benessere più soddisfacente. Gli effetti aumentano quando il tempo trascorso a contatto con l’ambiente va dalle due alle tre ore, mentre un ulteriore aumento non sembra portare benefici aggiuntivi.
Diversi sono gli studi che hanno evidenziato in passato il fatto che le persone che risiedono in quartieri con una minore superficie occupata dal verde vadano incontro a un maggior rischio di problematiche quali asma- con ogni probabilità dovuta alla peggiore qualità dell’aria- ma anche malattie cardiovascolari, obesità e diabete dovuti indirettamente dalla maggior sedentarietà dato che la mancanza di spazi ricreativi all’aperto porta le persone a fare meno attività fisica.
L’accesso ai parchi e agli spazi aperti è fondamentale per la salute fisica ma anche per quella mentale dei cittadini. Diversi studi, infatti, dimostrano che vivere in città aumenti i livelli di stress e il rischio di soffrire di disturbi mentali.
Un interessante studio a tal proposito è quello condotto dai ricercatori del Max Planck Institute for Human Development di Berlino. Secondo questo team di esperti, guidato dallo psicologo Simone Kuhn, vivere in prossimità di ambienti naturali migliora la funzionalità dell’amigdala, struttura del cervello implicata nelle situazioni stressogene. Il maggior accesso a grandi aree verdi porterebbe quindi a reagire in modo più efficace allo stress.
In questo particolare momento storico, caratterizzato dalla minaccia del COVID-19, ci si è resi conto ancora di più di quanto gli spazi verdi urbani siano un valore aggiunto fondamentale per la salute e il benessere dei cittadini. Diventa dunque essenziale pianificare una varietà di spazi aperti che forniscano attività ricreative attive e passive ai cittadini in un’ottica di promozione del benessere psicofisico.

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