Articolo: Portare a spasso il cane è meglio della palestra

Ricerca Usa: si triplica il moto e si previene l’infarto. Effetti benefici riscontrati anche su obesi, ipertesi e depressi. Antidoto alla solitudine. Cura anti pigrizia: camminate e corse “obbligate” almeno tre volte al giorno per mezz’ora. Sara Ficocelli, la Repubblica.it, marzo 2011


Allergico alla palestra? Incapace di concepire un’attività fisica che non implichi l’uso del mouse? La soluzione è più “friendly” di quello che si pensi: basta adottare un cane. Chi ha un amico a quattro zampe è costretto a portarlo fuori tre o quattro volte al giorno, e ogni uscita dura almeno dieci minuti.

A conti fatti, fa il doppio dell’attività fisica di chi è abbonato al tapis roulant. Partendo da queste premesse ricercatori della Michigan State University hanno studiato fino a che punto il miglior amico dell’uomo fa bene alla salute degli umani.

L’indagine, pubblicata sull’International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity, si è concentrata sulle abitudini di 5.900 cittadini, 2.170 dei quali proprietari di un cane, rilevando che chi possiede un “pet”, una bestiola, si muove mediamente mezz’ora al giorno per cinque giorni a settimana, regolarità riscontrabile solo in un terzo degli intervistati senza animale.

“Abbiamo notato che chi ha un cane è più propenso a muoversi – ha spiegato l’epidemiologo Mathew Reeves, che ha condotto la ricerca – e si dedica volentieri anche a sport e giardinaggio. Un animale ti fa vincere la pigrizia come la palestra non farà mai: io ho due labrador, Calbury e Bella, e li porto fuori alle 10 di sera, anche se è l’ultima cosa che vorrei fare”.

Secondo i dati diffusi lo scorso novembre dal ministero del Welfare, 3 italiani su 100 hanno un animale da compagnia, i cani sono 7 milioni e i gatti 8 e chi ha un cane lo porta fuori dalle tre alle quattro volte al giorno per 15/20 minuti.

“In Europa siamo l’unico Paese che ha studiato i benefici dell’iterazione uomo-animale a livello motorio e non solo socio-psicologico – spiega Spartia Piccinno, presidente dell’Associazione Italiana Pet-Therapy e autrice di “Pet Theraphy Psicomotoria” (Ed. Olimpia, 2010) – Basta ad esempio la presenza di un cane per abbassare il battito cardiaco e rallentare la respirazione”.

L’etologo Giorgio Celli precisa che anche avere un gatto fa bene: “Accarezzarlo – spiega – allevia stress e ipertensione. Il cane è più consigliato ad anziani, ipertesi e post infartuati, perché costringe a un’attività fisica quotidiana.

Secondo una ricerca dell’università di Montpellier è l’ideale anche per chi è depresso o soffre di solitudine, perché portandolo a spasso si conoscono persone nuove”. “Gli animali da compagnia sono un’ottima ginnastica mentale, soprattutto per chi vive in città – conferma Enrico Alleva, presidente della Società Italiana di Etologia – e con un approccio ben studiato si possono curare molti disturbi, dalle patologie dell’anziano all’autismo”.

Non bisogna però pensare che la vivacità di un cane possa sostituirsi a terapie specifiche, soprattutto in caso di obesità o di malattie dell’apparato cardiocircolatorio. “L’attività di recupero, in questi casi, deve rispettare un range di pulsazioni preciso – spiega il professor Mario Rolfo, specialista in rieducazione funzionale dell’Istituto di Medicina dello Sport di Torino – chi ad esempio ha più di 60 anni e soffre di ipertensione, deve camminare ogni giorno dai 20 ai 40 minuti in modo continuativo, mantenendo le pulsazioni tra 90 e 110 al minuto. Un cane che si ferma di continuo permette di fare movimento aerobico, ma non di rispettare il protocollo di recupero cardiaco”.

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